L'emendamento del governo
Pugno duro della Francia contro i post che istigano all’odio: un’ora di tempo per eliminarli o scatta la sanzione
Nel caso in cui le piattaforme come TikTok, Instagram, Snapchat e X dovessero rifiutarsi, la pena potrebbe essere il blocco dell'intera piattaforma in tutta la Francia
Un’ora di tempo per eliminare un contenuto, pena il blocco dell’intera piattaforma in Francia: è questa la minaccia che il governo di Parigi intende poter brandire contro i social network. E che vuole promuovere attraverso un emendamento al disegno di legge “chi rompe paga” (noto in Francia come ‘casseurs-payeurs’), che sarà esaminato dai senatori tra oggi e domani. l’emendamento prevede appunto l’obbligo per le piattaforme di rimuovere, entro un’ora, i contenuti che incitano all’insurrezione. In caso di rifiuto, lo Stato potrebbe richiederne il blocco o la rimozione dai motori di ricerca. Il disegno di legge in esame riguarda inizialmente il risarcimento dei danni causati durante episodi di violenza o atti vandalici nello spazio pubblico. Il testo prevede, tra l’altro, l’introduzione di una responsabilità collettiva e la possibilità di trattenere gli aiuti finanziari destinati alle persone coinvolte. Tuttavia, ieri, l’esecutivo ha presentato al Senato un eme al disegno di legge volto ad accelerare la rimozione di pubblicazioni che incitano all’insurrezione o alla violenza contro lo Stato e una parte della popolazione.
“I social network possono contribuire in modo decisivo alla violenza e ai danneggiamenti, in particolare attraverso la diffusione di contenuti che incitano al compimento di tali reati”, spiega il governo nel testo. “L’autorità amministrativa deve poter intervenire rapidamente per porre fine alla diffusione di contenuti che incitano alla violenza, ai saccheggi e alle depredazioni”.
Nel dettaglio, l’emendamento riguarda i contenuti che incitano a “un attentato, un movimento insurrezionale o al ricorso alle armi contro lo Stato o una parte della popolazione”. Piattaforme come TikTok, Instagram, Snapchat e X “rientrano nel mirino del provvedimento”.
Qualora una di queste piattaforme non ottemperasse a una richiesta di rimozione entro un’ora, l’amministrazione potrebbe richiederne il blocco da parte degli operatori di telecomunicazioni e la rimozione dagli indici dei motori di ricerca. La richiesta di rimozione verrebbe inoltrata tramite una figura qualificata designata dall’Arcom, l’autorità di regolamentazione dell’audiovisivo e del digitale, rende noto Bfmtv. Il governo fa riferimento al regolamento europeo sulla lotta alla diffusione di contenuti di natura terroristica. Tale normativa del 2021, entrata in vigore nel giugno 2022, consente già a Pharos – la piattaforma pubblica di segnalazione del Ministero dell’Interno – di esigere la rimozione di contenuti terroristici entro un’ora. Il nuovo articolo proposto con l’emendamento mira dunque ad estendere questo termine anche ai contenuti che incitano all’insurrezione.