Le radici del futuro
“Palermo Capitale”, un cantiere delle idee e un manifesto per riportare la città al centro del Mediterraneo
Il progetto di partecipazione civica è stato lanciato dalla deputata di FdI, Carolina Varchi, e fa leva sull’orgoglio di una città ricca di storia e tradizioni
Un progetto di partecipazione civica che fa leva sull’orgoglio di una città ricca di storia e tradizioni e sulla vocazione naturale di un territorio posto al centro del Mediterraneo. Ma anche un ponte tra la politica e le competenze presenti in una delle più grandi aree metropolitane d’Italia. È decisamente ambiziosa la sfida di “Palermo Capitale”, il progetto promosso dalla deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi, presentato pubblicamente l’11 ottobre nel centro storico del capoluogo siciliano.
“Palermo Capitale”
Il nome scelto non è casuale, anzi. «Capitale» richiama una dimensione che la città ha da sempre nelle sue corde. Il primo parlamento del mondo, nel 1130, sarebbe nato proprio a Palermo quale organo deliberativo del Regno di Sicilia. Federico II di Svevia fece della città uno dei principali centri dell’impero e, non a caso, lì è sepolto. Il 15 maggio del 1946, tre settimane prima del referendum che avrebbe sancito la nascita della Repubblica italiana, Palermo vide riconosciuto il proprio ruolo istituzionale con la promulgazione dello Statuto speciale della Regione siciliana.
Il cantiere per costruire un Manifesto per la città
«Tra Ottocento e primo Novecento, la città fu un polo di attrazione per investimenti, iniziative imprenditoriali e relazioni internazionali», spiega Varchi. «La stagione dei Florio – continua – rappresenta, in questa prospettiva, uno dei simboli più evidenti di una Palermo capace di generare ricchezza, attrarre energie esterne e proiettarsi oltre i propri confini».
Il primo incontro pubblico è stato l’occasione per presentare il progetto e avviare il percorso di raccolta delle proposte attraverso il portale web, un «cantiere» aperto destinato a raccogliere idee e contributi per la costruzione del «Manifesto di Palermo Capitale».
«Il livello di coinvolgimento ha superato le aspettative iniziali – racconta Varchi –. Sono già arrivate proposte anche molto dettagliate: osservazioni su singole aree urbane, suggerimenti per la sistemazione degli spazi verdi, fotografie e indicazioni su interventi possibili». Un segnale, secondo la deputata, del fatto che «le competenze e le idee non mancano e che la politica deve saperle intercettare. Bisogna mettersi in ascolto».
Il rilancio della città
Sul fronte amministrativo, Palermo è impegnata in un percorso di risanamento avviato sotto la guida del sindaco Roberto Lagalla e della coalizione di centrodestra. Carolina Varchi è stata vicesindaca dal 2022 al 2024; le è poi subentrato Giampiero Cannella, che nel luglio 2026 ha lasciato l’incarico dopo essere stato nominato sottosegretario alla Cultura. Il cantiere di “Palermo Capitale” – come spiega la promotrice – si inserisce in un percorso politico che punta «a sperimentare un metodo fondato sul confronto: superare il dualismo tra centro e periferie per mettere al centro i quartieri».
Un progetto con radici profonde
Insomma, “Palermo Capitale” vuole rilanciare lo spirito di una città dalle radici profonde. Una vitalità che, nella lettura di Varchi, è stata soffocata dalla presenza della mafia, che ha condizionato e condiziona ancora lo sviluppo economico del territorio. La rassegnazione ha poi fatto il resto. Varchi, intanto, ci crede e fa sul serio: «In una fase storica in cui il Mediterraneo torna ad assumere un ruolo strategico negli equilibri geopolitici, economici e culturali, Palermo deve tornare protagonista di questo spazio».