Piazze solo agli antagonisti
Nella rossa Torino non c’è spazio per l’evento della Polizia penitenziaria. Il sindaco dem: “Non ci sono le condizioni”
Un veto piuttosto strano, visto che negli ultimi tempi si sono avvicendate diverse piazze di contestazione, che hanno visto le sfilate dei militanti di Askatasuna, dei No Tav e degli anarchici. Ma per gli agenti non c'è spazio
Politica - di Gabriele Caramelli - 15 Ottobre 2026 alle 13:49
A quanto pare c’è chi a Torino non vede di buon grado le divise, le stesse che da tempo presidiano l’ex centro sociale di Askatasuna per evitare che venga occupato nuovamente. Lo dimostra il fatto che nelle piazze del capoluogo torinese sembrano essere ben accetti i manifestanti antifascisti e pro-Pal, ma non gli agenti. Di recente, il sindaco del Pd Stefano Lo Russo ha scelto di negare le celebrazioni nazionali per i 210 anni alla Polizia penitenziaria, che ogni giorno operano in uno scenario complesso come quello delle carceri.
Il primo cittadino ha cercato di giustificare la propria scelta, affermando in una nota che si tratta di una decisione «esclusivamente legata a elementi di carattere organizzativo». La spiegazione, che non sembra essere proprio convincente, è arrivata dopo che i sindacati di Polizia hanno chiesto più volte di motivare il no alla manifestazione. Ora gli agenti sono pronti a battersi, come riporta Il Giornale, per avere almeno una piazza per le celebrazioni. Non importa se il luogo si troverà in periferia, basta che venga concesso.
A Torino negate le celebrazioni della Polizia penitenziaria
La dichiarazione di Lo Russo assomiglia al tentativo di evitare di prendere una decisione concreta, per evitare di creare malcontento a qualche mese dalle elezioni. È stato Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria, ad augurarsi che «dietro questa scelta ci siano esclusivamente reali e dimostrabili motivi logistico-organizzativi. Se al contrario dovessimo scoprire che tale decisione è stata dettata da mere logiche di opportunità politica, magari legate alla vicinanza delle prossime elezioni comunali, ci troveremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita e ancor più vergognoso».
Eppure, come ricorda il quotidiano milanese, il primo cittadino ha posto un veto dopo aver consentito l’utilizzo di più di dieci piazze torinesi centrali e più importanti, per ogni tipo di protesta e manifestazione. Dai No Tav agli anarchici, passando dai centri sociali ai militanti di Askatasuna ancora attivi, in molti hanno continuato a protestare. Senza dimenticare che alcune di queste sigle antagoniste non hanno soltanto animato le contestazioni, ma hanno anche contribuito a creare disordini e caos nella città.
La domanda è arrivata con largo anticipo, ma il sindaco rilancia per il 2028
Comunque sia, la domanda di un luogo per celebrare l’evento della Polizia penitenziaria è arrivata negli uffici comunali con grande anticipo, dato che la celebrazione si dovrebbe svolgere a marzo del prossimo anno. Nonostante ciò, Lo Russo ha sostenuto che Torino, la stessa città che ospita grandi eventi come il torneo tennistico delle Atp Finals, il Salone internazionale del Libro e il Torino Film Festival, «non è nelle condizioni di organizzare la manifestazione». Da qui arriva la proposta di una soluzione a dir poco bislacca da parte del primo cittadino: celebrare i 210 anni non nel 2027, ma nel 2028.