E’ ferito e ricoverato in ospedale il presunto responsabile del devastante rogo che ha colpito il ‘”Nido dell’Aquila”, noto anche come Kehlsteinhaus, il rifugio alpino sulle Alpi bavaresi, nella parte meridionale della Germania, al confine con l’Austria, e noto per essere stato una delle residenze private di Adolf Hitler.Il Kehlsteinhaus, a un’altitudine di 1.834 metri, è un rifugio di montagna dal 1952. Costruito tra il 1937 e il 1938 vicino a Berchtesgaden, faceva parte della “zona riservata al Führer” sull’Obersalzberg e doveva fungere da edificio di rappresentanza per Hitler. Realizzato in pietra e granito, era concepito per impressionare i diplomatici stranieri. Completato nel ’38, si trovava in una zona residenziale e governativa isolata, appartenente alla dirigenza nazionalsocialista e chiusa al pubblico. L’edificio si trova sulla cima di una montagna ed era destinato all’uso esclusivo degli alti ufficiali del regime. Adolf Hitler lo visitò solo poche volte.
L’uomo fermato sarebbe un motociclista che si stava dirigendo verso il luogo dell’incendio e che ha incontrato i soccorritori lungo il tragitto. Il ministro ha poi annunciato che l’edificio, visitato ogni anno da decine di migliaia di persone, sarà ricostruito. “Non possiamo certo lasciare lì un rudere”, ha affermato. L’incendio, si legge su Der Spiegel, è scoppiato nella Kehlsteinhaus (Nido dell’Aquila) sul monte Obersalzberg, a Berchtesgaden. Il comando di Polizia dell’Alta Baviera meridionale ha riferito che i primi soccorritori sono arrivati alle 21:52 di ieri sera e hanno constatato un incendio di vaste proporzioni. Al momento non si segnalano feriti: secondo le informazioni attuali, nessuno si trovava all’interno dell’edificio.