Il giorno dopo
Milano devastata, ma Pacini (assessore Pd e candidato sindaco) difende i manifestanti
Dopo la guerriglia urbana in Duomo, La Russa condanna le devastazioni e De Corato chiede al Comune di costituirsi parte civile. Polemica sul candidato sindaco Pacini, solidale con i manifestanti che denunciano pestaggi. Sala ammette: mai vista una piazza così fuori controllo.
Milano devastata, poliziotti feriti, negozi assaltati e barricate incendiate. All’indomani della guerriglia urbana di sabato, la sinistra milanese finisce nella bufera per la posizione del candidato sindaco Lorenzo Pacini, trentenne assessore Pd del Municipio I (centro storico), che esprime solidarietà ai manifestanti che denunciano «pestaggi» da parte della polizia. Una presa di posizione che scatena la reazione di Matteo Salvini, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa condanna duramente le violenze e Fratelli d’Italia chiede che i responsabili paghino i danni.
La Russa: «Devastazioni inaccettabili, solidarietà agli agenti»
Il presidente del Senato Ignazio La Russa interviene sulle violenze che hanno colpito Milano, Torino e Bologna, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e ai cittadini danneggiati.
«Ieri a Milano, Torino e Bologna abbiamo assistito all’ennesima giornata di violenze, con devastazioni, assalti ai negozi e aggressioni alle Forze dell’ordine. Episodi inaccettabili, che meritano una ferma condanna da parte di tutti. La violenza non può mai essere uno strumento di protesta, né trovare giustificazione in alcuna motivazione politica o sociale».
La Russa rivolge un pensiero agli agenti feriti, ai commercianti e ai cittadini che hanno subito danni, ribadendo che manifestare è un diritto fondamentale, ma non può diventare un pretesto per aggredire e distruggere.
De Corato incalza Sala: «Il Comune chieda i danni fino all’ultimo euro»
Da Fratelli d’Italia arriva una richiesta precisa al sindaco Giuseppe Sala. Il deputato Riccardo De Corato chiede che Palazzo Marino passi dalle condanne ai fatti.
«Il sindaco Sala ha definito le violenze e i gravi danni alla citta’ ‘ingiustificabili’. Bene: adesso alle parole devono seguire atti concreti. Il Comune quantifichi tutti i danni al patrimonio pubblico e, nei procedimenti penali che verranno avviati contro gli autori identificati dei reati, si costituisca parte civile, quando ne ricorrano i presupposti, chiedendo il risarcimento fino all’ultimo euro».
De Corato annuncia inoltre un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per accertare eventuali collegamenti tra gli autori degli scontri, centri sociali e realtà antagoniste milanesi, oltre a possibili forme di coordinamento delle violenze.
Pacini solidale con i manifestanti, Salvini lo stronca: «Parole deliranti»
A far esplodere lo scontro politico sono le parole di Lorenzo Pacini, assessore al Municipio 1 e candidato sindaco, che si schiera al fianco dei manifestanti che sostengono di aver subito «manganellate» e «pestaggi» dalle forze dell’ordine.
Mentre Milano conta i danni e gli agenti feriti, l’esponente della sinistra sceglie dunque di concentrare la propria solidarietà su chi denuncia gli interventi della polizia. Una posizione contestata duramente da Matteo Salvini, intervenuto su Instagram dopo la pubblicazione di un video criticato anche da Silvia Sardone.
«Con queste parole deliranti questo assessore dimostra di essere pericoloso, per sé e per gli altri. Solidarietà ai poliziotti feriti da criminali mentre facevano il loro lavoro».
La polemica investe così la sinistra milanese, chiamata a chiarire la propria posizione di fronte alle devastazioni e alle aggressioni contro gli agenti.
Sala ammette: «Mai avuta questa sensazione di non controllo della piazza»
Intanto il sindaco Giuseppe Sala, intervenendo a Rtl 102.5, riconosce la gravità della situazione. «Soprattutto in piazza Duomo c’era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti. Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho».
Ma il primo cittadino ammette: «Questo è un fenomeno esplosivo. Sono 10 anni che sono sindaco e non ho mai avuto questa sensazione di non controllo della piazza».