Il day after
Milano, abbiamo un problema: chi sono i maranza della guerriglia in piazza Duomo
Giovanissimi, molti minorenni e di seconda generazione, arrivati dalle periferie e dall’hinterland. È il primo identikit dei protagonisti degli scontri che sabato hanno trasformato il centro di Milano in uno scenario da banlieue francese. Tute scure, passamontagna, sciarpe in testa e sulla bocca.
Alcuni poco più che ragazzini, hanno affrontato per ore le forze dell’ordine tra piazza Duomo, piazza Cordusio e corso Vittorio Emanuele devastando tutto quello che era sulla loro strada. Sul terreno sono rimasti vetri, barricate improvvisate e negozi saccheggiati. Oltre sessanta i fermati.
L’identikit dei violenti: la metà dei fermati è minorenne
Secondo il primo bilancio dell’Ansa, la metà degli oltre cinquanta fermati risultava minorenne. Tra i giovani coinvolti, molti di origine straniera o di seconda generazione, ma anche numerosi italiani.
La polizia ha ricostruito l’arrivo di piccoli gruppi dalle periferie milanesi, dall’hinterland e da altre province. Non sarebbe emersa una regia unica. I ragazzi si sarebbero organizzati autonomamente, finendo per prendere il sopravvento sulla manifestazione di «Italia in Piazza», convocata contro il carovita, il costo dei carburanti e la pressione fiscale.
Centinaia di giovani vestiti di nero hanno lanciato bombe carta, pietre, bottiglie e transenne contro gli agenti, costretti inizialmente ad arretrare. Negli assalti sono stati utilizzati anche monopattini, bastoni e cestini dell’immondizia. Per riportare la situazione sotto controllo sono intervenuti i reparti mobili con idranti e lacrimogeni.
Dopo la guerriglia, i ragazzini cercano gli amici fermati
A colpire, nelle ore successive, sono state le scene tra le camionette della polizia. Adolescenti dal volto ancora infantile, alcuni spaventati, chiedevano notizie dei compagni portati in Questura. Qualcuno avvertiva i genitori degli amici, altri cercavano informazioni tra giornalisti e agenti.
Il bilancio provvisorio parla di almeno quattro feriti tra le forze dell’ordine e venti tra i manifestanti. Vetrine distrutte, esercizi commerciali saccheggiati e arredi divelti hanno segnato le vie dello shopping. Le immagini delle telecamere di sorveglianza potrebbero portare a ulteriori identificazioni.
Il centro sociale Lambretta organizza l’assistenza legale
Mentre proseguono gli accertamenti, il centro sociale Lambretta e il collettivo studentesco Deriva hanno attivato un hub legale per assistere i fermati, diffondendo sui social un indirizzo email per metterli in contatto con un avvocato.
«Nessuno verrà lasciato solo! Tutti liberi, tutte libere!», si legge nell’appello.
La violenza giovanile ha segnato anche le manifestazioni di Torino, Bologna e Bergamo, dove si sono registrati lanci di oggetti e scontri con la polizia. A Milano, però, a impressionare è soprattutto la tipologia dei protagonisti: adolescenti di seconda generazione, arrivati da quartieri e province diverse, che hanno portato la guerriglia fin sotto le guglie del Duomo. La banlieue Milano è qui.