FdI: vittoria del governo
Meloni e Lollobrigida vincono la battaglia sulla Pac: 261 miliardi Ue per i nostri agricoltori
Una sforbiciata da 141 miliardi di euro al prossimo bilancio europeo, ma con agricoltura e coesione salvaguardate. È il punto centrale della proposta presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue per il periodo 2028-2034. Un passaggio che Fratelli d’Italia rivendica come risultato dell’iniziativa di Giorgia Meloni e del lavoro del ministro Francesco Lollobrigida. La partita, però, non è chiusa: i Paesi “frugali” chiedono ulteriori tagli e l’Italia punta a rafforzare le tutele per agricoltori e pescatori.
Pac e coesione, lo scudo italiano nella trattativa europea
Il testo negoziale riduce dell’8% le richieste della Commissione e porta il quadro finanziario pluriennale a 1.622 miliardi di euro. Restano sostanzialmente invariati, a 261 miliardi, i fondi per il sostegno al reddito agricolo, mentre la coesione guadagna 5,2 miliardi e raggiunge quota 410 miliardi.
Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, sottolinea che la proposta «conferma le dotazioni per la Politica Agricola Comune e la Coesione, come richiesto dall’Italia». Il riferimento è all’iniziativa di Meloni alla testa di un gruppo di 17 Paesi per impedire che le nuove priorità europee penalizzassero le politiche tradizionali.
Per Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, il risultato ha una ricaduta concreta: «L’Italia ottiene 10 miliardi in più rispetto all’inaccettabile proposta iniziale della Commissione, superando addirittura di 1 miliardo la dotazione del precedente quadro finanziario». Una valutazione politica sul testo in discussione, che dovrà ancora superare il negoziato tra i Ventisette.
FdI rivendica il risultato, ma chiede più risorse
Aldo Mattia, responsabile del Dipartimento Agricoltura di FdI, definisce la salvaguardia dei fondi strutturali della Pac «un capolavoro politico e diplomatico del nostro Esecutivo». E rilancia: «L’agricoltura è salva, ma la nostra battaglia in Europa non si ferma».
Sulla stessa linea Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura della Camera: «Abbiamo messo in sicurezza l’agricoltura e i fondi della PAC». La deputata indica il prossimo obiettivo: «Ora in Europa daremo battaglia per bloccare gli assurdi tagli che minacciano il fondo per le emergenze di mercato e il settore vitale della pesca».
Proprio qui resta uno dei nodi più delicati. Lollobrigida rivendica la tutela della Pac, ma giudica una «follia» il taglio di 2,5 miliardi alla riserva per le emergenze agricole.
Marco Cerreto, capogruppo di FdI in Commissione Agricoltura alla Camera, insiste: «Occorre rafforzare gli strumenti di tutela del reddito agricolo e garantire maggiori risorse anche alla pesca». Perché, aggiunge, «la sicurezza alimentare europea passa dalla capacità di proteggere chi produce e lavora».
I frugali chiedono altri tagli. Foti: modernizzare senza ridimensionare
Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti difende la dimensione complessiva di 2.000 miliardi prevista a prezzi correnti dalla proposta iniziale della Commissione: «Modernizzare non può significare ridimensionare la politica di coesione e la politica sull’agricoltura».
Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca chiedono invece riduzioni più consistenti. La presidenza irlandese punta a un’intesa entro Natale, ma le distanze restano ampie.
Aperta anche la questione delle nuove entrate europee. Fidanza avverte che le risorse proprie «non devono trasformarsi in nuove tasse tali da vanificare gli investimenti in competitività». Per l’Italia, dunque, la tutela della Pac è un passo avanti da consolidare: il confronto proseguirà fino al vertice europeo del 15 e 16 ottobre.