L'atto d'accusa della figlia
Evelina Sgarbi a Verissimo: «Papà ricoverato troppo tardi con ischemia e demenza. La depressione è l’ultimo problema»
Un racconto carico di dolore e di accuse quello di Evelina Sgarbi, ospite oggi, sabato 10 ottobre, a Verissimo. La figlia di Vittorio Sgarbi, attualmente ricoverato in terapia intensiva, ha descritto a Silvia Toffanin il momento in cui ha rivisto il padre: “Quando l’ho visto era sedato, completamente intubato, pieno di cavi, gonfio in viso”.
“Ricoverato troppo tardi”
Per Evelina, il ricovero sarebbe arrivato in ritardo. “L’hanno ricoverato troppo tardi. Purtroppo non mi stupisce, ma è veramente allucinante. Per tutta l’estate è stato portato in giro come un pacco postale per incassare dei soldi”.
Le cartelle cliniche
Toffanin le ha chiesto delle cartelle cliniche, che per mesi non era riuscita a leggere. “Dopo quasi un anno, le abbiamo finalmente ottenute”, ha dichiarato. Sul contenuto ha spiegato: “È entrato in ospedale con trombosi della succlavia che ha causato ischemie cerebrali, è citata anche demenza senile. Diciamo che la depressione è l’ultimo dei problemi”.
Evelina ha segnalato anche un’anomalia nella documentazione: “C’è scritto ‘coniugato’. È un’altra cosa incredibile. Qui le ipotesi sono due: o è una leggerezza dell’ospedale, comunque molto grave, o lo è e non è stato detto”.
L’incontro con Sabrina Colle
Evelina ha poi raccontato il rapporto con la compagna del padre, Sabrina Colle: “L’ho vista in ospedale. Lei mi ha fulminato, io ho fulminato lei. Poi non ho più rivolto la parola a nessuno”. Parlando delle terapie che avrebbe seguito il padre e riferendosi alle persone a lui vicine, ha detto: “Papà era stato sottoposto a delle cure pesanti, di tutto di più, ha preso anche dei medicinali, sono neanche presi in Italia, presi all’estero, così da non risultare pagati con le loro carte di credito”.
I fratelli
Sul legame con i fratelli, Evelina ha chiarito: “Con mio fratello siamo uniti mentre con mia sorella, dopo quello che mi ha fatto l’anno scorso in tribunale, ci ho messo una croce sopra”. Infine, il suo più grande rammarico: “La colpa che mi do è di non aver agito prima. Sarei dovuta andare a casa sua a buttar giù la porta e mandare tutti fuori”. E ha concluso: “Nel suo sangue ci sono io, che sono sua figlia, non loro”.