Sceneggiata a Napoli
Attenti a quelle due: Greta Thunberg a Francesca Albanese unite contro “il governo Meloni fascista”
La sceneggiata napoletana ha trovato una nuova interprete in arrivo direttamente dalla Svezia. Greta Thunberg, in coppia con Francesca Albanese, si è esibita al Parco San Laise di Napoli, distribuendo patenti di democrazia e dirottando le sue apprensioni ambientaliste sul nostro Paese.
«Anche se la popolazione italiana ha dimostrato di essere dalla parte della Palestina, dalla parte dei palestinesi e contro il genocidio, sappiamo che ancora oggi questo governo, fascista, continua a essere complice diretto – attacca l’ex bambina prodigio svedese – autore diretto, di politiche sistemiche volte alla completa deumanizzazione delle persone che provano ad attraversare il Mediterraneo: questa deumanizzazione passa attraverso la costruzione dei Cpr che sono dei veri e propri campi di concentramento».
Greta Thunberg invita i giovani a non avere paura della rabbia, ma a incanalarla per riprendersi il futuro. La platea applaude in piedi e intona «Siamo tutti antifascisti». Dal riscaldamento globale al governo fascista, il passo ormai è breve.
Albanese: Italia «colonia Usa», stop alle armi
La paladina pro-Pal Francesca Albanese le dà man forte chiedendo dal palco della ex base Nato, che l’Italia smetta di fornire armi a Israele e di acquisire servizi di intelligence e sorveglianza. Il rispetto del diritto internazionale, sostiene, è un obbligo. Quindi aggiunge: «Il fatto che ci comportiamo come colonia degli Stati Uniti non è una giustificazione». Alle istituzioni che, a suo giudizio, non ascoltano dovrà pensarci la «cittadinanza attiva».
Non manca un brindisi ideale per il Premio Nobel per la pace a Navi Pillay. «Sono felicissima, sono proprio contenta – incalza Albanese – perché lo vivo come un riconoscimento nei confronti di quel movimento, fatto di giuristi, intellettuali, tanta gente comune, cittadini ordinari, studenti, persone di tutte le età, i generi e le professioni che hanno detto no al genocidio e si sono messi di traverso a un sistema dove la politica serve gli interessi del militarismo e della finanza». Insomma, un Nobel sul quale Albanese mette idealmente le mani. Con Greta una strana coppia unita da un vecchio copione scritto con l’inchiostro rosso di un’ideologia già condannata dalla storia. Quasi quasi era meglio la sceneggiata.