L'intervento
Meloni a San Patrignano: «La droga rende schiavi, non è un diritto». Oltre 210 milioni contro le dipendenze
I Video del Secolo - di Valter Delle Donne - 23 Ottobre 2026 alle 11:32
Linea dura contro i narcotrafficanti, più risorse per la prevenzione e il recupero, nessuna concessione a chi banalizza il consumo di stupefacenti. Giorgia Meloni rilancia da San Patrignano la battaglia del governo contro la droga, davanti ai rappresentanti dei 35 Paesi che aderiscono alla Coalizione europea promossa da Italia e Francia. «La droga non ha nulla, ma proprio nulla a che fare né col concetto di libertà né col concetto di diritto. La droga ti rende uno schiavo», scandisce la presidente del Consiglio, rivendicando gli oltre 210 milioni di euro destinati nel 2026 al sistema nazionale contro le dipendenze. E dalla comunità fondata da Vincenzo Muccioli arriva anche un messaggio di speranza: «Nessuno è perduto per sempre».
Meloni a San Patrignano: «Una fabbrica di speranza e libertà»
«San Patrignano rappresenta qualcosa di unico, di eccezionale», ha sottolineato Meloni, spiegando la scelta di ospitare proprio nella comunità il vertice internazionale. Una «fabbrica di speranza e di libertà» che da quasi cinquant’anni restituisce dignità e futuro a chi ha conosciuto la dipendenza.
«Recuperare vuol dire riprendere, riconquistare», ha spiegato il premier. A chi arriva nella comunità non viene chiesto di cancellare il passato, ma di riprendersi «la propria vita pezzo per pezzo», riconquistando responsabilità, autonomia e libertà.
Poi l’omaggio ai ragazzi di San Patrignano: «Ministri, funzionari, esperti vengono qui da tutta Europa a imparare qualcosa da voi. Perché voi avete qualcosa da insegnare. Dovete essere fieri di voi, perché siete diventati un esempio».
La storia di Jessica, dalla dipendenza alla rinascita
Tra i momenti più intensi dell’intervento, il racconto di Jessica, arrivata a San Patrignano undici anni fa, alla vigilia di Natale. Aveva 26 anni, pesava appena 35 chili ed era segnata dalla dipendenza dalla cocaina. Viveva in una tenda a Sassari, finché una notte di temporale, dopo aver toccato il fondo, qualcuno raccolse la sua richiesta d’aiuto.
Grazie anche alla madre, Jessica arrivò nella comunità, dove riuscì a ricostruire la propria vita e a realizzare due sogni: diventare madre e aiutare altri giovani a non ripetere la sua esperienza.
«Jessica è una delle tante ragazze che hanno trovato qui la forza per rimettersi in piedi, ricominciare e farlo quando tutti pensavano che non fosse possibile», ha ricordato Meloni.
«Basta banalizzare la droga»: l’affondo della premier
Il presidente del Consiglio ha denunciato la tendenza a presentare il consumo di stupefacenti come una libera scelta, «addirittura quasi un diritto da garantire».
«Ogni volta che la droga viene banalizzata o addirittura nobilitata, associata a un comportamento vincente, c’è una persona che rischia di essere abbandonata di fronte a un pericolo che potrebbe travolgerla».
Meloni ha richiamato l’attenzione sulle nuove sostanze sintetiche, sempre più difficili da intercettare, e sui derivati della cannabis, contestando chi continua a definirli «droghe leggere». Ha inoltre sottolineato i rischi legati all’abbassamento dell’età del primo consumo e all’intreccio tra dipendenze tradizionali e nuove forme di dipendenza, dai social al gioco d’azzardo.
Oltre 210 milioni contro le dipendenze: le misure del governo Meloni
«Abbiamo assicurato al sistema nazionale contro le dipendenze le risorse più consistenti di sempre, oltre 210 milioni di euro solamente nel 2026», ha rivendicato il premier.
Fondi destinati a rafforzare i servizi pubblici, sostenere le comunità terapeutiche e garantire percorsi di recupero personalizzati. Meloni ha ricordato anche il piano nazionale contro l’uso improprio del fentanyl e degli oppioidi sintetici, con la formazione degli operatori, la disponibilità degli antidoti e maggiori controlli nelle strutture sanitarie.
Un altro intervento riguarda la possibilità, nei casi previsti dalla legge, di scontare nelle comunità terapeutiche le pene per reati commessi in condizioni di tossicodipendenza. «La pena deve sapere aprire anche una strada di ritorno, perché il carcere non può essere l’unica risposta alla dipendenza».
Il video dell’intervento di Giorgia Meloni a San Patrignano
La coalizione di 35 Paesi contro i narcotrafficanti
Il vertice segna una nuova tappa della cooperazione promossa da Italia e Francia, che oggi coinvolge 35 nazioni. Tre le priorità indicate da Meloni: contrastare i traffici, colpire i patrimoni criminali e rafforzare prevenzione, cura e recupero.
Sul fronte della sicurezza, il premier ha insistito sulla protezione dei porti e sul coordinamento dei controlli marittimi. Per aggredire le ricchezze dei narcotrafficanti ha richiamato l’insegnamento di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: «Follow the money», seguire il denaro, anche attraverso le criptovalute, per colpire le organizzazioni criminali.
La prevenzione, ha aggiunto, deve partire dalle scuole e dalle famiglie, raggiungendo anche gli ambienti digitali. Un appello è stato rivolto ai media, chiamati a contrastare i messaggi che minimizzano i rischi delle droghe.
Il messaggio di Mattarella e l’appello finale di Meloni
Ad aprire l’incontro è stato il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato la necessità di una cooperazione internazionale contro il narcotraffico e ha espresso la riconoscenza della Repubblica agli operatori e ai volontari impegnati nel recupero dalle dipendenze.
Nelle conclusioni, Meloni ha ribadito che la lotta alla droga non può limitarsi alla repressione, ma deve offrire una possibilità concreta di rinascita.
«Una nazione che restituisce un futuro a chi l’aveva smarrito diventa più forte, più coesa, più ricca di talenti».
Poi l’appello: «Non arrenderci di fronte ai trafficanti, non arrenderci di fronte a chi banalizza la droga e non arrenderci soprattutto di fronte a un ragazzo che sembra perduto. Perché non lo è».
«Nessuno è perduto per sempre».