Il blitz notturno
Case popolari, in Emilia-Romagna il Pd spalanca le porte agli immigrati: basterà il permesso di soggiorno. FdI annuncia barricate
Dopo una maratona notturna, il centrosinistra approva le nuove regole per gli alloggi pubblici: via il punteggio regionale per la residenza storica e l’obbligo del contratto di lavoro per gli extracomunitari. Fratelli d’Italia raccoglie firme a Ferrara: «Chi vive, lavora e contribuisce da anni alla comunità merita un riconoscimento».
Il Pd cambia le regole delle case popolari in Emilia-Romagna e cancella il premio regionale per chi vive da anni sul territorio. Per gli immigrati extracomunitari, invece, cade l’obbligo del contratto di lavoro: per il requisito relativo al soggiorno sarà sufficiente un permesso di durata almeno biennale. La svolta arriva dopo una maratona notturna conclusa all’alba di giovedì 22 ottobre, quando la maggioranza di centrosinistra che sostiene Michele de Pascale ha dato il via libera alla delibera. Una scelta che infiamma lo scontro politico e scatena la reazione di Fratelli d’Italia. A Ferrara parte la raccolta firme per difendere il riconoscimento di chi ha messo radici nella propria comunità.
Case popolari, il Pd smonta le regole introdotte da Bonaccini
Il provvedimento è passato con i voti di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e Civici, mentre Lega, Fratelli d’Italia e Rete Civica hanno votato contro.
Due le modifiche principali. La prima elimina il punteggio premiale automatico regionale legato all’anzianità di residenza. La seconda abolisce, per i cittadini extracomunitari, l’obbligo di dimostrare il possesso di un regolare contratto di lavoro. Restano necessari gli altri requisiti previsti per accedere all’edilizia residenziale pubblica.
La Regione giustifica la svolta con la necessità di adeguarsi alle pronunce del Tribunale di Bologna e della Corte costituzionale, che hanno censurato requisiti giudicati discriminatori.
Ma il cortocircuito politico è evidente: il sistema che oggi il centrosinistra smantella era stato introdotto nel 2018 dalla Giunta di Stefano Bonaccini, anche lui del Pd. Ora la maggioranza guidata da de Pascale, con l’assessore alla Casa Giovanni Paglia di Avs, cambia rotta, svoltando ancora più a sinistra.
La Regione cambia le regole, ma lascia ai Comuni la scelta sulla residenza
La delibera lascia però aperta una questione: i Comuni potranno ancora assegnare punti in più a chi vive da molti anni sul territorio. Saranno i sindaci a decidere se mantenere questo criterio nelle graduatorie, assumendosi anche il rischio di eventuali ricorsi.
Una scelta contestata dal centrodestra, che accusa la Regione di aver eliminato il premio per la residenza storica senza assumersi fino in fondo la responsabilità della decisione.
Fratelli d’Italia si mobilita a Ferrara: raccolta firme il 24 ottobre
La risposta di Fratelli d’Italia arriva da Ferrara. Sabato 24 ottobre, dalle 15.30 alle 18, i militanti saranno in piazza Municipio per raccogliere firme a sostegno del mantenimento dell’anzianità di residenza come criterio premiale nell’assegnazione delle case popolari.
«Mentre il Governo Meloni risponde alle esigenze delle famiglie in difficoltà, delle giovani coppie che vogliono iniziare una nuova vita e dei cittadini che attendevano da anni una risposta sul fronte abitativo con il Piano nazionale casa, con la nuova delibera regionale assistiamo a quello che ormai sembra essere l’obiettivo della Giunta de Pascale: cancellare un criterio che riconosce il legame duraturo con il territorio», dichiarano i referenti ferraresi del partito.
L’accusa è precisa: «Con la nuova delibera infatti la Regione si è interessata dei requisiti degli immigrati, scaricando le responsabilità ai singoli Comuni sul mantenimento o meno della residenzialità storica».
«Per Fratelli d’Italia Ferrara – ribadisce la nota – chi vive da anni nella nostra città, lavora e contribuisce alla comunità deve poter vedere riconosciuto anche il proprio radicamento territoriale».