Le reazioni della vigilia
Maranza, Milano non cede. I commercianti: “La paura c’è, ma le istituzioni hanno risposto e noi siamo pronti”
I timori per il rischio di nuovi incidenti serpeggiano in città, ma la voglia di non arretrare è più forte: per poter rimanere aperto c'è chi si attrezza con pannelli di compensato e chi ha istruito i dipendenti
Tra timori e determinazione a non arrendersi ai violenti, Milano si prepara a un altro sabato segnato dall’allarme per un rischio disordini. La preoccupazione serpeggia soprattutto tra i commercianti, che la vivono con minore o maggiore intensità in base a dove si trovano e a cosa vendono. Guardando alla categoria, chi vende abbigliamento, specie se di lusso, alla luce di quanto accaduto sabato scorso, si sente più esposto al rischio saccheggi. Guardando alla zona, a essere in allerta è soprattutto chi ha un’attività nell’area intorno a piazza Duomo. Nessuno però ha la volontà di piegarsi. Aiutano in questo l’invio dei 500 militari disposto dal governo e le numerose operazioni di polizia che hanno dato vita a perquisizioni e misure di prevenzione personale. “La città è pronta, così i negozianti e commercianti non avranno paura”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini. Anche il sindaco Giuseppe Sala ha invitato a non cedere al panico.
Confcommercio: “Le istituzioni hanno risposto e noi siamo pronti”
“Milano non può cedere alla paura dei vandali. Nello stesso tempo abbiamo fiducia nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nei militari perché siano evitati nuovi episodi di teppismo diffuso senza senso”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. È convinto che “bisogna dare una risposta di fiducia, perché le istituzioni hanno risposto e siamo tutti preparati” anche il segretario generale della Confcommercio di Milano, Marco Barbieri, rilanciando l’invito a “stare aperti perché Milano deve dimostrare di superare questo e di essere una città aperta e internazionale”. Anche Barbieri ha sottolineato l’importanza della risposta delle istituzioni e ha confermato che i commercianti sono pronti.
“Speriamo che non accada nulla ovviamente, ma non possiamo rinchiuderci in noi stessi, gli imprenditori devono avere fiducia in una città aperta”, ha aggiunto, ammettendo che “c’è una sensazione di forte preoccupazione e di timore da parte delle attività, soprattutto dei negozi di moda, mentre quelli della ristorazione cercano di avere una volontà di apertura”.
Dai pannelli per le vetrine alle indicazioni ai dipendenti
“Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su”, ha detto parlando con l’agenzia di stampa Adnkronos Luigi Ferrario, presidente di Real Baires (corso Buenos Aires stakeholders association), l’associazione che riunisce i commercianti della celebre via dello shopping. “I negozi del centro sono quelli più a rischio, ma noi siamo comunque tutti in allerta. Vigiliamo come sentinelle e siamo pronti a intervenire al minimo segnale, anche se speriamo che questo allarme sia una bolla di sapone”, ha proseguito, aggiungendo che “qualcuno ha pronti i pannelli per preservare le vetrine se la situazione dovesse degenerare, ciascuno ha istruito i dipendenti per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, ma i nostri orari di vendita saranno regolari”.
I negozi del lusso si sentono più a rischio
Fra chi si starebbe attrezzando con i panelli, secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, ci sono anche i commercianti di via Monte Napoleone, la strada più nota del celebre quadrilatero della moda e vetrina dei brand extralusso. La Rinascente, che affaccia proprio su piazza Duomo, invece, secondo quanto riferito dall’Adnkronos, “anticiperà la chiusura alle ore 15”. Una decisione assunta, a quanto trapela, con l’obiettivo “di garantire la massima tutela della salute e della sicurezza dei nostri dipendenti, collaboratori, partner commerciali e clienti”. In quest’ottica, il gruppo sta “predisponendo le necessarie misure di protezione delle vetrine, con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità dei nostri edifici degli allestimenti e l’immagine dei brand che ospitiamo”.
L’impatto sul turismo
Sul fronte del turismo i riscontri sono contrastanti. Carlo Maderna, titolare della storica Clio Viaggi e membro della Fiavet, la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo, ha riferito di “molte comunicazioni da parte di clienti stranieri di disdetta del viaggio in Lombardia e specie a Milano”. “Abbiamo ricevuto numerose comunicazioni da parte di clienti stranieri, che ci hanno contattato per avere aggiornamenti sulla situazione, dal momento che dovevano intraprendere il viaggio e desideravano rassicurazioni sul fatto che non ci fossero particolari criticità”, ha spiegato, chiarendo che “naturalmente, noi abbiamo dato rassicurazioni di massima ma non abbiamo potuto garantire che fosse tutto tranquillo, anche perché, purtroppo, sembra che siano previsti ulteriori disagi”.
Di segno opposto, la situazione fotografata da Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano: “Non abbiamo evidenza di cancellazioni. Sicuramente c’è apprensione per l’immagine della città se i fatti dovessero ripetersi”, ma alla domanda se le mancate cancellazioni possono essere considerate un segnale di fiducia da parte dei turisti per la città di Milano la risposta è stata: “Sì, corretto”.