La dura realtà
I crimini commessi da ragazzini in Italia aumentati del 34%. Ma la sinistra attacca Nordio perché parla di carceri minorili
Complessivamente i reati calano, ma fra gli under 18 aumentano. Non si tratta di ragazzate: si va dai tentati omicidi agli stupri, fino alle rapine e alla droga. I numeri sono impietosi
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è finito nel mirino dell’opposizione per aver detto che serve ampliare la capienza delle carceri minorili, perché “vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo mandare dietro le sbarre i minori violenti”, “certi eventi non si possono risolvere solo con le belle parole” e “il sistema è in sofferenza”. Apriti cielo: da Pd, Avs, M5S contro queste parole si sono levate accuse di indecenza, indegnità, auspici di pensionamento. A nessuno, in effetti, piace pensare a un minorenne in carcere. E, d’altra parte, a nessuno piace o dovrebbe piacere l’idea che un minorenne che malmena persone anziane per rapinarle o che stupra una ragazza possa passarla liscia o cavarsela con un discorsetto educativo. Perché è da qui che bisogna partire per capire le parole di Nordio: anche i minori delinquono, spesso in maniera efferata, e dati alla mano di questi tempi lo fanno proporzionalmente più degli adulti: in un’Italia in cui i reati nel loro complesso calano, quelli commessi da minori invece aumentano.
L’aumento del 34% di minorenni arrestati o denunciati
I numeri sono impietosi: secondo l’Indice della Criminalità pubblicato qualche giorno fa dal Sole 24 Ore, nel 2025 le denunce o gli arresti di minorenni sono aumentati del 34% rispetto al 2019 e rappresentano il 4,7% del totale delle segnalazioni relative a persone. Con dei picchi in reati particolarmente capaci di generare allarme sociale: per le rapine in strada, per esempio, la crescita è stata del 53% e la quota di minorenni sul totale arriva al 25,8%; le risse, con ciò che comportano in termini di vivibilità dei quartieri, sono aumentate del 93%. Altri dati sui reati dei minorenni pubblicati oggi, che si riferiscono agli ultimi quattro anni, parlano del 60% in più di tentati omicidi e uso di armi in quattro anni, del 50% in più di atti di violenza, del 30% in più di abusi sessuali.
La sconvolgente impennata di omicidi
Secondo dati del Servizio Analisi Criminale (Criminalpol) e delle relazioni per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, diffusi dalla stessa testata lo scorso maggio, poi, in un anno gli omicidi commessi da minori in Italia sono aumentati di oltre il 150%, passando da 14 a 35 casi e arrivando a rappresentare circa il 12% del totale.
I numeri dei minori in Istituti penali
Secondo dati elaborati da fonti istituzionali da Antigone e dall’associazione Ciai, entrambe con un approccio critico verso la detenzione minorile, tra il 40% e il 44% di detenuti negli Ipm (Istituti penali per minorenni) è straniero, a fronte dell’11% di minori stranieri sul totale dei minori in Italia. Le nazionalità più rappresentate sono marocchina, tunisina ed egiziana. Secondo Ciai, si tratta quasi esclusivamente di maschi (oltre il 95%), per circa la metà di 16-17 anni, un terzo tra i 18 e i 20 anni (i giovani adulti che sono stati giudicati quando erano minorenni), per qualcosa più del 16% minori di 16 anni. Il 51% dei reati commessi è contro il patrimonio, il 20% contro la persona, il 10% connesso alla droga, oltre il 5% per porto d’armi.
Gli arresti legati ai fatti di Milano e delle altre città
E poi ci sono stati gli eventi di questi giorni a Milano, Torino e altre città che hanno mostrato forme inedite di violenza giovanile sia nelle modalità sia nell’intensità. “Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta”, ha sottolineato Nordio, parlando della necessità di rafforzare il sistema carcerario minorile. “Tutti siamo dell’idea che bisogna intervenire sul disagio giovanile, siamo d’accordo che non bisogna lasciare spazio al razzismo, perché molti di questi ragazzi sono italianissimi e magari figli di buone famiglie ma il problema c’è e forse è il più urgente da risolvere”, ha aggiunto il Guardasigilli.