Il nuovo decreto necessario
“È la scuola di tutti”, convegno alla Camera di FdI: “Dopo i disordini a Milano, il bisogno di integrazione è ancora più forte”
Il sottosegretario Paola Frassinetti ha rivendicato la finalità inclusiva del nuovo provvedimento, indicando nella conoscenza dell’italiano una condizione essenziale per partecipare alla vita scolastica e acquisire competenze
“Dopo i disordini di Milano questo decreto è ancor più attuale, il bisogno di integrazione è ancora più forte”. È il messaggio lanciato dal sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti durante il convegno “È la scuola di tutti”, organizzato ieri a Roma, nella Sala Tatarella della Camera dei deputati, per approfondire le misure del nuovo decreto scuola dedicate all’integrazione e all’inclusione. Al centro dell’incontro, moderato dal direttore del Secolo d’Italia Antonio Rapisarda, il tetto del 30 per cento nelle classi per gli alunni che non conoscono la lingua italiana e gli interventi di potenziamento linguistico.
Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini, il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone e del responsabile di Azione Studentesca Riccardo Ponzio. Il contributo della Commissione Cultura della Camera è stato affidato ad Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, e ai deputati Gimmi Cangiano e Grazia Di Maggio.
“È la scuola di tutti”, il convegno alla Camera di FdI sul decreto scuola
Frassinetti ha rivendicato la finalità inclusiva del provvedimento, indicando nella conoscenza dell’italiano una condizione essenziale per partecipare alla vita scolastica e acquisire competenze. “I primi beneficiari sono proprio gli studenti stranieri, se non capisci cosa spiega il docente, come fai ad acquisire le competenze anche in altre materie? Alle critiche rispondiamo che questo è un provvedimento di buonsenso”. Il sottosegretario ha anche chiarito che, nei casi in cui non sarà possibile riequilibrare la composizione delle classi, sarà previsto un potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana. Ha inoltre richiamato il ruolo delle famiglie “Se non conoscono l’italiano non possono seguire il figlio”
Tre le parole con cui Frassinetti ha sintetizzato il significato del decreto: libertà, identità e solidarietà. “Libertà di essere imparando e conoscendo” ha spiegato, richiamando anche la disposizione di andare a scuola a viso scoperto. “Identità perché l’italiano è identità, abbiamo una lingua preziosa”. E solidarietà, perché il provvedimento “va incontro agli studenti con disabilità”, intervenendo sulle lungaggini burocratiche relative al Piano educativo individualizzato. “È la risposta che il governo offre a tutti quelli che non hanno capito che questo provvedimento aiuta chi è in difficoltà. Noi vogliamo che la scuola torni ad essere l’ascensore sociale” ha concluso.
Gli interventi e gli approfondimenti sul tema dell’inclusione scolastica
Il confronto è proseguito con gli interventi di Carmela Palumbo, capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della senatrice Ella Bucalo, viceresponsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia, e di Laura Marsilio, della Commissione tecnica per il sistema integrato 0–6. Un approfondimento che ha affrontato le misure del decreto e il tema dell’inclusione attraverso il contributo delle istituzioni e del mondo della scuola. A portare l’esperienza dei territori è stato Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, con particolare riferimento a realtà come Prato, caratterizzate da un’elevata presenza di studenti stranieri.
Spazio, infine, alle testimonianze di chi vive quotidianamente i percorsi di apprendimento e integrazione come Geraldina Volpe, dirigente del CPIA di Rieti, Annarita Piemari, docente di italiano L2, e Matteo Butnariu, studente del Liceo Rossellini di Roma. Esperienze che hanno riportato il dibattito alla concretezza della vita scolastica, evidenziando il valore della conoscenza della lingua italiana per lo studio, la partecipazione e la costruzione di opportunità.