Mai con i violenti
Siher, lo sconcerto e l’indignazione di Malan: “Noi stiamo con chi difende l’ordine pubblico e del pm che ha disposto il fermo”
Il capogruppo di FdI al Senato attacca la decisione della gip di Milano: "Tiziana Landoni aveva firmato un appello di specifica sensibilità politica su Gaza"
«Sono sconcertato, indignato. Ma non sorpreso». Lucio Malan non nasconde il dissenso per la scarcerazione di Youssef Siher. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia interviene sul caso che ha riacceso il confronto tra politica e magistratura dopo i disordini di Milano.
«Speravo di no ma lo temevo», afferma a proposito della mancata convalida del fermo. La gip del capoluogo lombardo Tiziana Landoni ha respinto anche la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura nei confronti del trentenne, indicato dagli investigatori come amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”. La giudice ha ritenuto insussistenti i gravi indizi necessari per le contestazioni formulate dall’accusa, disponendone la liberazione senza misure cautelari.
“La gip aveva firmato un appello su Gaza”
Malan richiama poi un elemento che proprio no, non può essere dimenticato: «Il gip che ha assunto la decisione aveva firmato un appello di specifica sensibilità politica su Gaza».
A seguire, puntualizza: «Certo, penso che la scelta di firmarlo non dovrebbe aver avuto alcun peso, non dovrebbe aver condizionato la decisione sulla richiesta di arresto del pm».
Landoni figura tra i sottoscrittori di un appello di giuristi dedicato a Gaza. Tra i firmatari compare però anche Francesca Crupi, la pm che, insieme al procuratore Marcello Viola, ha sostenuto la richiesta di custodia cautelare per Siher. Una circostanza che rende più difficile stabilire un automatismo tra l’adesione a quel documento e le diverse valutazioni compiute nell’inchiesta.
Il nodo sicurezza dopo le devastazioni di Milano
Lo sfondo sono le violenze del 17 e 18 ottobre nel centro di Milano: scontri con le forze dell’ordine, lanci di oggetti, vetrine infrante e negozi saccheggiati tra piazza Duomo, via Torino e altre zone della città. Nei giorni successivi il “Movimento 17 ottobre” aveva annunciato una mobilitazione permanente, con nuove convocazioni diffuse attraverso Telegram e Instagram.
È su questo terreno che il capogruppo di FdI respinge l’accusa di voler delegittimare l’ordine giudiziario. «Il magistrato è anche il pubblico ministero che aveva chiesto l’arresto di Siher», osserva. «Con argomentazioni valide e basandosi su numerosi elementi».
Per Malan, il punto riguarda soprattutto il segnale che arriva dopo giornate nelle quali agenti e commercianti hanno pagato direttamente il prezzo delle violenze: «Come si sentiranno quegli agenti che per impedire le devastazioni sono stati feriti? O quei negozianti che hanno avuto danni?».
Giorgia Meloni aveva definito la scarcerazione una «decisione vergognosa» e una «mortificazione insopportabile» del lavoro di investigatori e forze dell’ordine; dall’Anm era arrivata, come sempre, la “denuncia” di un attacco alla magistratura.
Il capofila di FdI, di fronte all’insistenza del giornalista, rivendica comunque «la libertà di non condividere la decisione di quel gip di fronte a tanti elementi raccolti da investigatori e pm».
«Noi siamo dalla parte di chi non sfascia le vetrine, di chi mantiene l’ordine pubblico, di quel procuratore che con fondate ragioni ha disposto il fermo», sentenzia. «Che è un magistrato anche lui ed è degno del massimo rispetto. Tanto quanto il giudice per le indagini preliminari».