Calcio nel pallone
Malagò nominato commissario della Figc: passa l’escamotage di Buonfiglio. Per le nuove elezioni si pensa al 14 dicembre
Giovanni Malagò passa da presidente a commissario della Figc. Viene così scavallato con un escamotage il nodo della sua eleggibilità o meno alla presidenza di una federazione di cui non era tesserato. Il caso è esploso a seguito dei ricorsi dell’avvocato Renato Miele, che aveva provato a candidarsi alla guida del calcio italiano.
Malagò passa da presidente a commissario della Figc
La nomina di Malagò nel nuovo ruolo è stata formalizzata dopo un incontro con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha preceduto una giunta convocata proprio per valutare la strada del commissariamento. La nomina proposta da Buonfiglio è stata ratificata all’unanimità dalla Giunta, con la sola astensione dello stesso Malagò. Subito dopo è arrivato, sempre all’unanimità, anche il via libera del Consiglio, che ha deliberato anche il commissariamento della Federazione italiana pesistica (Fipe).
Per le nuove elezioni si pensa al 14 dicembre
Il breve comunicato della Giunta, in cui si dà conto della nomina di Malagò, fissa anche la data per le nuove elezioni, da celebrare “entro e non oltre il 31 gennaio 2027”. Nel comunicato del Consiglio nazionale del Coni viene poi specificato che l’Assemblea straordinaria elettiva è “preordinata al ripristino delle cariche federali in un contesto di piena legalità e osservanza delle norme federali. Il Commissario straordinario dovrà, altresì, vigilare sul regolare funzionamento dell’apparato federale”. Malagò, parlando con i giornalisti, ha spiegato che “il primo giorno utile” per le possibili elezioni della Figc “sarebbe il 7 dicembre”. “Ma pare che potrebbe essere ponte, i calciatori sarebbero disponibili il lunedì, quindi la prima data fattibile per andare alle elezioni, senza perdere tempo, è il 14 dicembre”, ha aggiunto il commissario della Figc. “Il calcio è sempre stato dalla mia parte, non so come si può pensare che non lo sia stato. Non posso fare previsioni, ma penso di avere la conferma dell’attuale fiducia”, ha aggiunto Malagò.
“Io penso che ognuno di voi, ognuno che sa, che legge, che ha letto, che ha seguito la vicenda è in grado di avere un giudizio su se c’è uno sconfitto o un vincitore, magari non c’è”, ha detto Malagò, parlando con i giornalisti dopo la nomina. “Si è ricucito un po’ il rapporto con Bonfiglio? Ci sono state delle incomprensioni mi sembra eufemistico. Io – ha aggiunto – ho avuto una telefonata ieri dal presidente Bonfiglio. Mi ha chiesto di incontrarmi oggi prima della Giunta. Io ovviamente ho dato la piena disponibilità. C’è stata una proposta in questo senso, che mi sento di condividere in pieno, cosa che è stata confermata da tutti i colleghi di Giunta”.
Buonfiglio rivendica l’autonomia dello sport dalla politica
Secondo Buonfiglio, “Malagò è stata vittima di un malfunzionamento e quindi perché doveva pagare lui? Così ho detto: ‘commissariamo la federazione e nominiamo lui commissario’. Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale di calcio e così gli diamo la possibilità di condurla in questi novanta giorni”. “Il presidente del Coni si è preso la responsabilità di nominarlo commissario in maniera tale che l’autonomia sport italiano si è ricondotta all’interno dello sport italiano. Meglio di così non si poteva arrivare”, ha proseguito Buonfiglio, parlando di sé in terza persona e rivendicando che “io non mi faccio influenzare da nessuno, l’importante era far prevalere le regole e l’autonomia del mondo sportivo. Con questa decisione abbiamo rafforzato ancora una volta il concetto per il quale le regole vanno rispettate”.
Marcheschi: “Lo sport ha scelto la soluzione più politica possibile”
“Per giorni abbiamo sentito parlare della politica come del problema. La politica che interferisce, la politica che invade il campo dello sport, la politica evocata dietro ogni ricostruzione più o meno maliziosa, alla ricerca di oscuri mandanti. Lo sport si è infilato da solo nell’ennesimo pasticcio e, per uscirne, sceglie la soluzione più politica possibile: il compromesso. Commissariamento della Figc e Giovanni Malagò commissario. “, ha commentato il senatore e responsabile del Dipartimento Sport di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi. “Una soluzione tutta italiana? Probabilmente sì. Ma stavolta non la contestiamo affatto: se serve a evitare di aggravare ulteriormente la credibilità del calcio tutto è bene quel che finisce bene. E soprattutto: tutto deciso in piena autonomia dal mondo dello sport”, ha proseguito Marcheschi, per il quale “francamente, lo spettacolo offerto in questi giorni dal mondo dello sport non è stato dei più confortanti. Adesso però viene la parte importante. Il commissario al quale rivolgo (anzi rinnovo) un sincero augurio, seppur per pochi mesi, avrà strumenti e poteri straordinari: li utilizzi per affrontare finalmente quelle riforme di cui il calcio italiano ha bisogno e che aspettiamo ormai da troppi anni”.
“Noi – ha concluso il senatore di FdI – continueremo a fare la nostra parte, sostenendo la Federazione nel pieno rispetto delle sue competenze e della sua autonomia. Al Senato avremo presto il testo di riforma del calcio sul quale il calcio e la politica, possono trovare temi comuni per rilanciare il nostro calcio. Alla fine, forse, lo sport ci ha ricordato una cosa: quando c’è da uscire da un problema complicato, un po’ di buona politica può sempre tornare utile”.