Al Golden di Roma
Angelo Mellone torna a teatro con “Ripetizioni d’amore”: lo spettacolo per chi non capisce più le relazioni
Una prova d’autore che alterna il registro divulgativo alla recitazione, i dati scientifici alla letteratura. Una messinscena che chiede aiuto anche alla musica, grande protagonista, con una band che eseguirà brani inediti di Mellone, e non solo
Il 5 e 6 novembre Angelo Mellone tornerà in scena al Teatro Golden di Roma, in via Taranto 36, con lo spettacolo Ripetizioni d’amore – Ditemi se ho capito bene, un racconto tra parole e musica scritto e interpretato dallo stesso direttore del Day Time Rai. Questo spettacolo nasce dal disagio interiore di uomo che si trova nel mezzo del cammin della sua vita: non capire più come funziona l’amore. E si pone una domanda: che cos’è oggi l’amore?
Che cos’è oggi l’amore?
In questa epoca dove la felicità, il benessere interiore e la realizzazione individuale vengono invocati come diritti assoluti, la dimensione emotiva delle persone e ancora di più i rapporti di coppia non sono mai stati così infestati da fragilità, nevrosi, insicurezze. E, su tutte, dalla certezza quasi metafisica che ogni rapporto sentimentale, anche quello apparentemente più solido, è destinato a finire. Come se, quando nasce, fosse già morto. Calano i matrimoni. Aumentano le separazioni. Si fanno pochissimi figli. Si inventano forme ibride di unione pur di giustificare la trasformazione dei desideri in diritti assoluti.
Il rapporto tra legami e social media
Lo spettacolo fa una riflessione anche sul rapporto tra i legami e i social media, che hanno consentito a ciascuno di essere iperconnesso, ma hanno fatto anche tanti danni. Soprattutto alla Generazione X, quella di cui fa parte Angelo Mellone, quella degli “immigrati digitali” che hanno vissuto da grandi la rivoluzione digitale e sono la prima generazione che assiste da adulta alla dissoluzione di quell’”ordine dell’amore” che nelle generazioni precedenti ha governato la dinamica dei rapporti di coppia.
La crisi della Generazione X
La Generazione X – che guarda alla Generazione Y e alla Zeta come dei marziani, adeguatamente ricambiata – è forse quella più in crisi di tutte. E a questa generazione si rivolge in primo luogo Mellone. Ma per capire cos’è l’amore, bisogna tornare a studiare. Insomma, andare a ripetizione, come si faceva a scuola quando si zoppicava in qualche materia. Ed è esattamente quello che ha fatto Mellone. Ha interrogato scienziati, psichiatri, terapisti, scrittori, poeti, cantautori. Ha accumulato storie di vita. Ha navigato sulle app di incontri. E dal palco vuole spiegare al pubblico quello che ha capito sull’amore, e se ha capito bene.
La domanda al pubblico: “Ho capito bene?”
Ripetizioni d’amore è uno spettacolo interattivo che cerca di rispondere alle domande sull’amore e sui legami. E, alla fine, è l’autore che chiederà al pubblico: secondo voi, ho capito bene? Ambientando la scena in una specie di classe senza tempo, in cui tutti, sopra e sotto il palco, torniamo alunni. Una prova d’autore che alterna il registro divulgativo alla recitazione, i dati scientifici alla letteratura. Una messinscena che chiede aiuto anche alla musica, grande protagonista, con una band che eseguirà brani inediti di Mellone, e non solo.
Ripetizioni d’amore è una performance che coinvolge lo spettatore e lo chiama in causa, in una sorta di terapia collettiva. Perché l’amore è una questione che riguarda tutti, anche quelli che fanno finta di niente. Ad accompagnare Mellone sul palco saranno Salvatore Russo alla chitarra, Dominque Antonacci alla batteria, Franco Speciale al basso, Francesco Longo alla fisarmonica e Giuseppe Fornaro al sax. La regia è affidata a Raffaello Fusaro, con direzione musicale di Salvatore Russo e scenografia di Gianluca Amodio. Lo spettacolo è una produzione Goldenstar AM e Niccolò Petitto.