L'esperimento
La patrimoniale di Avs bocciata anche dall’Intelligenza artificiale. L’incubo è reale: “Fa scappare i capitali all’estero”
Libero mette alla prova ChatGPT sulla “rivoluzione fiscale” da 22 miliardi dei compagni. E mentre l’intelligenza artificiale solleva dubbi sulle coperture, Pagella Politica smonta anche il racconto fantasioso del leader contro Meloni
Ci sono proposte politiche che dividono economisti, partiti e perfino famiglie a tavola. Quella patrimoniale dei verdi Nicola Fratoianni ed Angelo Bonelli, invece, sta realizzando un piccolo miracolo: sembra riuscire a mettere d’accordo l’intelligenza artificiale e quella umana. Entrambe, davanti ai numeri di Avs, hanno infatti qualche dubbio. La prima verifica l’ha fatta Caterina Spinelli su Libero, con un esperimento troppo divertente per restare confinato alle pagine del quotidiano: sottoporre a ChatGPT la “rivoluzione fiscale” annunciata da Fratoianni e vedere che cosa ne pensasse una macchina senza tessera di partito.
La rivoluzione fiscale da 22 miliardi
Il piano di Avs, sulla carta, è di quelli che fanno venire voglia, a sinistra si intenda, di firmare subito. Via gli attuali scaglioni Irpef, sostituiti da una funzione continua e progressiva; tasse più basse per il 98% dei contribuenti, cioè per chi guadagna meno di 90mila euro l’anno; per i redditi tra 20mila e 40mila euro, circa 1.200 euro di risparmio annuo.
Il conto complessivo sarebbe di 22 miliardi l’anno. E le coperture? Quindici miliardi da una patrimoniale sui grandi patrimoni e altri sette dalla lotta all’evasione. È qui che la magia comincia a richiedere qualche spiegazione. «Non sono soldi che oggi sono già disponibili», dice il bot.
ChatGPT pone la domanda: “E i soldi?”
Come racconta Libero, interrogata sulla fattibilità dell’operazione l’Ia non contesta che una riforma simile possa essere costruita tecnicamente. Fa qualcosa di molto meno spettacolare e molto più fastidioso: chiede dove siano davvero i soldi. I sette miliardi di evasione recuperata, per esempio, non sono una somma già parcheggiata in cassaforte in attesa di essere spesa. Dipendono da controlli, tempi, accertamenti e comportamenti dei contribuenti.
E una patrimoniale capace di produrre stabilmente 15 miliardi richiede di stabilire come valutare immobili, aziende, partecipazioni e attività finanziarie, tenendo conto anche delle possibili reazioni di chi dovrebbe pagarla: spostamenti di capitali, riorganizzazioni societarie, trasferimenti di residenza.
Insomma: il problema non è scrivere “22” sulla lavagna. È fare in modo che quei 22 miliardi arrivino ogni anno, perché permanente sarebbe anche il taglio dell’Irpef.
Ma anche l’intelligenza umana aveva già corretto Fratoianni
Fin qui è l’intelligenza artificiale. Ma Fratoianni, curiosamente, aveva già avuto qualche difficoltà anche con quella tradizionale. Solo pochi giorni fa, Pagella Politica aveva controllato un’altra sua affermazione: «Con Meloni hai perso uno stipendio all’anno». Il verdetto era stato piuttosto netto: no.
Stando ai dati Istat richiamati dai fact-checker, nel 2023 le retribuzioni contrattuali hanno perso terreno sull’inflazione, ma nel 2024 e nel 2025 hanno invece recuperato potere d’acquisto. Quindi come sempre a sinistra sbagliano i calcoli. Che vizio!