Sfida agli stereotipi
La lezione di Fenix alla sinistra dei cliché: pragmatismo e innovazione tecnologica coi giovani al centro del futuro
L'intelligenza artificiale e la trappola del passato: ecco perché la vera svolta liberal-conservatrice spaventa i cosiddetti progressisti
Negli ultimi tempi si è fatta sempre più evidente una forte tendenza reazionaria, che inevitabilmente ha colpito gli animi di diversi individui emergendo sempre più incessante. Del resto già l’economista Henry Hazlitt, più di 50 anni fa, affermò nella sua opera Economics In One Lesson, riferendosi generalmente all’instabilità economica, come questa: «Porti gli uomini a desiderare il controllo totalitario, finisca invariabilmente nell’amara disillusione e nel collasso» e la veridicità di questa frase, chiaramente evidenziata da una vasta pluralità di avvenimenti storici, si manifesta ancora evidentemente al nostro tempo.
Da Fenix la sfida ai cliché della sinistra
Appaiono oggigiorno dunque ancora più assurdi gli stereotipi affibbiati dalla sinistra a partiti spesso più tolleranti e liberali di quanto non lo sia la stessa. Determinati caratteri della destra autoritaria e reazionaria possono esserci di fatto comuni, ma riscoprendosi in un’accezione liberal-conservatrice, ovvero esprimendosi negli aspetti del pragmatismo tipici del centrodestra.
Gli stereotipi politici e l’identità liberal-conservatrice
“Il tempo del coraggio, la generazione che sconfigge la paura del futuro”: è questo lo slogan scelto per l’edizione 2026 di Fenix, atto a riportarci alle origini e alle connotazioni degli ideali fondativi di quest’area politica, i cui attivisti in quest’ottica si fanno custodi del passato, artefici del futuro. Basti pensare ad esempio a come la destra abbia recentemente affrontato l’ascesa delle nuove tecnologie: muovendosi prontamente per definire un disegno di legge nazionale sull’Intelligenza Artificiale complementare all’AI Act europeo. Essa ha perciò riconosciuto la fondamentale importanza del progresso tecnologico, ma nondimeno, difendendo una cultura lavorativa assolutamente antropocentrica.
Già il XVIII secolo vide, con la rivoluzione industriale, sostanziali cambiamenti, i quali profondamente alterarono la realtà del tempo, attraendo i più presso i centri urbani. Furono poi innumerevoli nella storia umana i cambiamenti che il progresso portò, e questo indubitabilmente tanto giovò alle società quanto nocque tremendamente. Si potrebbe pur pensare a questo punto con estrema nostalgia ai tempi del passato, che pur vivendo forti crisi su una molteplicità di aspetti non pativano i particolari disagi socio-economici della nostra realtà. Questo, eppure, a mio parere, non dovrebbe diventare imprescindibilmente ragione di legarsi a movimenti di carattere tradizionalista e reazionario, già a partire dai tangibili benefici del progresso.
L’evoluzione sociale e i limiti dell’attaccamento al passato
Lo sviluppo all’interno delle nostre società è stato guidato da intuizioni che hanno trasformato radicalmente il modo di vivere, comunicare e sopravvivere attraverso i secoli. Dalle prime fondamenta della civiltà quali la ruota e la scrittura sino all’era moderna, con la medicina, la robotica e l’informazione. Oggigiorno l’economia stessa vive, inferma, l’eccessivo attaccamento a risorse scarse, radicando la nostra realtà su una pluralità di aspetti all’impossibilità di rinnovarsi e migliorare. Rispetto agli inizi del ‘900 il mondo contemporaneo presenta poi dinamiche assai più sfumate, legate al potere tecnologico, all’influenza mediatica e alla polarizzazione culturale. Il che rischia di impossibilitare le politiche di stampo radicale a confrontarsi con una realtà particolarmente complessa quale la nostra.
La vera sfida per i militanti di oggi risiede così nella facoltà di comprendere e governare la complessità del nostro tempo. Lo slogan di Fenix 2026 è dunque un manifesto generazionale ed operativo: un auspicio al superamento della paura del domani attraverso il pragmatismo e la centralità umana. Soltanto coniugando la custodia dei nostri valori fondativi, con uno sguardo aperto verso l’innovazione tecnologica ed economica, la nuova destra liberal-conservatrice potrà trasformare le incertezze del presente nelle opportunità del futuro.