Galateo dimenticato
Ilaria Salis non riesce a dire “solidarietà” al poliziotto ferito a Milano e da Parenzo urla: “E’ colpa del governo Meloni” (Video)
La sottosegretaria Siracusano la incalza sulla solidarietà agli agenti feriti, lei perde le staffe: «Ma chi è 'sta qua?»
Per esprimere solidarietà a un poliziotto ferito, le parole non si trovano. Per insultare un’avversaria politica, invece, il vocabolario diventa improvvisamente sterminato e anche parecchio colorito. La “pasionaria” Ilaria Salis così regala a L’aria che tira l’ennesimo siparietto sopra le righe, trasformando il confronto sulle violenze di piazza in una scenata contro la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano. E a David Parenzo, questa volta, tocca persino il ruolo di paciere: un’impresa non proprio agevole.
Tutto accade durante la puntata di mercoledì 21 ottobre, su La7. Sullo sfondo ci sono gli scontri di Milano e le immagini di Angelo De Simone, il funzionario di polizia rimasto ferito durante i disordini. Il conduttore chiede all’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra cosa provi davanti a quella fotografia. Salis preferisce una risposta più articolata del necessario: quelle violenze non appartengono alle pratiche della sua parte politica, spiega, e la violenza non piace a nessuno. Una presa di distanza, certo. Ma della solidarietà esplicita all’agente, neppure l’ombra.
Salis perde le staffe
A quel punto interviene Siracusano, che fino a pochi istanti prima stava ragionando anche sull’ipotesi di una guerra ibrida dietro alcuni episodi di violenza. Poi decide di rivolgersi direttamente alla collega: «Mi permette un suggerimento? Un suggerimento molto spontaneo, autentico e genuino, visto che è una giovane parlamentare». La premessa è cortese, il seguito decisamente più diretto: «Lei, onorevole Salis, sta facendo una pessima figura davanti a tutti».
Apriti cielo. L’eurodeputata insorge: «Ma chi è ‘sta qua che parla? Non la conosco». Un raffinato esempio di dialettica istituzionale, evidentemente sfuggito ai manuali di galateo europeo. E pretende di interrompere immediatamente la sottosegretaria.
Siracusano, tuttavia, non arretra: «Ma io mi agito di fronte alle violenze che vedo. Mi agito di fronte ai ragazzini che mettono a ferro e fuoco una città». Poi l’affondo: «Lei disonora le istituzioni che rappresenta quando non esprime solidarietà alle forze dell’ordine».
La risposta di Salis è un piccolo capolavoro di involontaria comicità: «Lei non si deve permettere di parlare così, è una maleducata, è una grandissima maleducata!». Tuttavia, non finisce qui. Quando il confronto si fa scomodo, ecco spuntare l’immancabile governo Meloni, chiamato in causa per il «fallimento di quattro anni di politica». L’eurodeputata accusa poi gli esponenti della maggioranza di essere «in difficoltà» e di voler «spostare l’attenzione» da quanto accade nel Paese. Un curioso ribaltamento delle parti, tanto quanto della realtà.
Parenzo costretto a fare il paciere
A questo punto persino Parenzo deve intervenire per ristabilire l’ordine: «Onorevole Salis, scusi, avevo dato la parola a Siracusano. Torno da lei». E prova a riportare tutti alla calma: «Se riusciamo in un momento come questo a essere un po’ più fermi e tranquilli, forse è meglio».
Ma Siracusano non ha finito. Ricorda che il mancato sostegno esplicito alle forze dell’ordine rappresenta uno schiaffo anche a chi manifesta pacificamente, senza spaccare vetrine né lanciare sassi contro gli agenti.
Salis, dal canto suo, torna a denunciare la «maleducazione che è tollerata in questo studio», sostenendo di non essere lasciata parlare e accusando la maggioranza di voler distogliere l’attenzione dai problemi del Paese.
Il paradosso è servito: davanti a un agente ferito, mille distinguo. Davanti a una sottosegretaria che le pone una questione scomoda, indignazione a volontà. La solidarietà può aspettare. La scenata televisiva, evidentemente, no.