Coraggio e lucidità
Il racconto del pilota-eroe al premier Modi: “Non potevo lasciare che morissero, mentre venivo colpito ho aperto la porta e sono entrati” (video)
Provato ma lucido, il pilota-eroe del volo Fz1073 FlyDubai, Smit Machchhar, in una videotelefonata con il primo ministro Narendra Modi, racconta i momenti di terrore durante l’attacco del copilota omanita. Dall’ospedale di Abu Dhabi dove è ricoverato appare con la testa fasciata, le mani bendate, il tubicino nel naso e gli occhi lucidi. “Stavo cercando di salvare la mia vita”, racconta, “ma sapevo anche che non potevo lasciare che morissero tutti. Avevo così tante ferite che sono crollato. Quando eravamo in picchiata, sentivo che l’aereo stava precipitando. Sapevo che la porta era proprio lì. Allora mentre venivo ancora colpito, ho detto fai un ultimo sforzo. Ho semplicemente aperto e tutti sono entrati. E ognuno ha fatto la sua parte”. Immediatamente virale il video (diffuso dal Tg1) in cui il comandante indiano del velivolo – 174 passeggeri a bordo, la maggior parte israeliani – ripercorre con il premier del suo Paese quei momenti agghiaccianti.
Parla il pilota eroe del volo FlyDubai ricoverato all’ospedale di Abu Dhabi
Sposato e padre di due figli ha anche riferito di aver recitato dentro di sé l’Hanuman Chalisa, un inno induista tradizionalmente ripetuto come preghiera per ottenere forza e coraggio. “L’intero Paese prega per te. Il tuo coraggio, la tua compostezza e la tua calma hanno salvato molte vite”, lo ha elogiato Modi. “Il Paese può affermare con orgoglio che gli indiani non sono persone che tolgono la vita, ma persone disposte a rischiare la propria per salvare gli altri”. Il comandante gli ha risposto in lacrime: “Sei il mio idolo. Non avrei mai pensato di avere l’opportunità di parlarti”.
“Non potevo lasciarli morire tutti. Mentre venivo colpito ho aperto la porta”
La testimonianza è già agli atti dell’inchiesta della Procura degli Emirati arabi che ha preso in carico il caso dopo che il comandante e il copilota omanita, di cui non è ancora stata resa nota l’identità, sono stati trasferiti da Tabuk, in Arabia Saudita. Dell’attentatore non sono emersi dettagli, l’Oman non ha fatto dichiarazioni. Solo in un video lo si vede di spalle nel momento in cui viene immobilizzato da alcuni membri dell’equipaggio. Ha le mani legate dietro la schiena, i capelli quasi rasati coperti di sangue, di corporatura massiccia, incastrato tra due sedili. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un filmato rilasciato dal suo ufficio ha detto che “con il passare del tempo, il quadro diventa più chiaro: l’attentatore ha subito un processo di radicalizzazione islamista. L’intento era di far schiantare l’aereo. Il passeggero Yaniv e i suoi eroici compagni hanno impedito una catastrofe come quella dell’11 settembre”.