Né Tg3 né Il Cairo
Il dado è tratto, dopo «giorni tormentati» Ranucci ha scelto: «torno a Rainews24, il porto da cui ero salpato»
“Alea iacta est” direbbe Giulio Cesare se oggi avesse i social network alle ore 6.40 di mattina circa. Dopo il rinvio della decisione di quasi una settimana, dopo aver pensato e ripensato e dopo aver anche a tratti minimizzato il ruolo di corrispondente Rai a Il Cairo, Sigfrido Ranucci ha deciso: torna a Rainews24. Ad annunciarlo è lo stesso giornalista che ha dovuto scegliere il da farsi dopo aver visto respinta la sua istanza di reintegro come conduttore di Report dal Tribunale del Lavoro. Attraverso un post pubblicato sui suoi canali social tra promozione uno spettacolo e l’altro che ha scandito le tappe della sua vicenda in questi mesi, ha spiegato che “dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report” .
L’annuncio attraverso il post
Ranucci ricorda ai suoi follower, in queste settimane tenuti costantemente aggiornati sul suo caso che “Dopo la rimozione da Report, la Rai mi ha posto davanti a una scelta: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore, oppure Rainews24 con delega agli approfondimenti. Ringrazio il direttore (del tg3 ndr) Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista”, scrive Ranucci.
I giorni tormentati di Ranucci
Come detto “Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report”. Poi ancora il tuffo nei ricordi e nella storia professionale del giornalista oggi sessantacinquenne: “Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l’inchiesta che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano”, prosegue.
Amarcord e auto-proclamazione a migliore
“All’epoca – ricorda l’ex conduttore di Report – il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell’intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore”.
Con la scelta di Rainews24 mette in sicurezza lo spettacolo con cui gira l’Italia
Poi dopo il momento amarcord e dopo essersi auto incensato ricordando che nessuno prima di lui in Rai aveva fatto tanto dagli albori della televisione pubblica, Ranucci torna al presente e ai giorni nostri: “Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni 90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione”.
“Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report è il fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale”, conclude. Finisce dunque un’epoca e se ne apre un’altra. Con una certezza: restando a Roma, grazie al ruolo scelto potrà continuare a portare in giro per tutta Italia il suo spettacolo teatrale. Buon lavoro.