Dopo l'assemblea dem
Il controcanto di Conte a Schlein: “Primarie il prima possibile e subito il programma”. Il campo largo resta un campo di battaglia
La segretaria dem frena su gazebo e proposta, il leader M5S accelera. Lei fa una fuga in avanti su Palazzo Chigi, lui chiarisce di non pensare affatto a un passo indietro
Elly Schlein frena sul programma, Giuseppe Conte accelera. Lei accelera sulla leadership, lui fa orecchie da mercante. Lei si candida a premier “con o senza primarie”, lui dice che con i gazebo bisogna sbrigarsi. La risposta del leader M5S all’ufficializzazione della corsa per Palazzo Chigi che la segretaria dem ha fatto all’assemblea del partito arriva con un’intervista al Corriere della Sera e conferma che nel campo largo tutto resta invariato: i due principali competitor sono sulle barricate e non ci pensano proprio a mettere da parte i personalismi, a fare quel “gesto di generosità” che molti nell’opposizione invocano per uscire dallo stallo.
Il controcanto di Conte a Schlein
Conte si mostra imperturbabile e alla domanda se sia rimasto spiazzato dall’accelerazione di Schlein sulla leadership risponde che «Elly Schlein è stata chiara sin dall’inizio, la sua è una pretesa legittima. Adesso però, dopo questo chiarimento interno, dico al Pd che il programma va fatto subito, perché in questi quattro anni all’opposizione abbiamo già lavorato insieme». «Abbiamo già una base», sostiene Conte, rivendicando che «negli scorsi mesi ciascuna forza di opposizione ha avuto tutto il tempo per elaborare proposte più specifiche, adesso di fronte a una rabbia sociale che monta e non trova risposte dal governo, abbiamo la responsabilità di presentare noi il nostro programma.
Subito. Siamo pronti e non c’è motivo di rimandare».
Giuseppi fiducioso sull’accordo sull’Ucraina
E poco importa che ci siano nodi di primo piano ancora da sciogliere, a partire dal tema dell’Ucraina. Conte si dice «fiducioso che troveremo un accordo anche su questo punto. Nessuno può mettere in discussione la nostra determinazione a sostenere la popolazione ucraina». Una formula facile per evitare il vero punto: come? «Gli ucraini li possiamo aiutare più efficacemente battendoci per loro a un tavolo negoziale, piuttosto che alimentando un’escalation militare che provoca morti e distruzione», dice il leader M5S, rispondendo a Monica Guerzoni, che firma l’intervista, che gli fa notare che «qualche dubbio, con il suo no alle armi, lo ha sollevato».
La sfida sulle primarie
Quisquiglie, come la decisione di fare o meno le primarie, di farle subito o in primavera. Conte va dritto per la sua strada, incurante delle resistenze dell’eterna alleata-avversaria. «Il percorso è delineato. Faremo le primarie, ma dovremo avere cura che non siano una conta tra leader di partito, quanto piuttosto il metodo più ampio e democratico per individuare chi andrà a vincere contro Meloni», dice, dribblando la domanda su chi abbia più chance di vincere tra lui e Schlein: «Decideranno gli elettori». Quanto all’ipotesi che se si dovesse accorgere di non avere la possibilità di spuntarla rivendica che «il M5S ha dimostrato di sapere costruire processi politici, assumendosi piena responsabilità di rapporti generosi e leali con i suoi alleati».
“Allargare la base”, ma su Renzi meglio dribblare
Per Conte le primarie vanno fatte «il prima possibile. Dobbiamo sbrigarci col programma in modo da consentire alla coalizione di contrapporre a Meloni una voce chiara e unica». I gazebo, aggiunge, «non possono essere primarie di partito, devono essere ampie e partecipate e a tal fine favorirò la nascita di comitati per dare la possibilità a forze civiche e sociali, ma anche a liberi cittadini e giovani che hanno votato al referendum e che sono privi di riferimenti, di sentirsi protagonisti di questo processo, di questa “Alleanza per la Costituzione”. L’obiettivo è allargare la base di consenso». Però, sull’apertura a Renzi il leader M5S si produce in un altro equilibrismo, che è insieme un altro smarcamento da Schlein che guarda con particolare attenzione ai movimenti al centro: «Chiedetemi invece come si costruisce un progetto affidabile e duraturo per far ripartire il Paese».