La manifestazione a Roma
Il corteo dei giovani di destra contro i “dinosauri” della sinistra. I passanti plaudono, sanno che i vandali non sono loro (video)
Non hanno intenzione di arrendersi all'ideologia progressista, i ragazzi di Azione universitaria e Azione studentesca. Sfidano i leader del Campo largo con la dialettica e non indietreggiano di un passo, anche davanti a un cielo nuvoloso che non prospetta niente di buono
Politica - di Gabriele Caramelli - 24 Ottobre 2026 alle 18:00
«Azione studentesca, unita in formazione: tutti quanti insieme per la rivoluzione» e «Con Azione universitaria sblocchiamo tutto». Sono questi i due cori che hanno unito le sigle giovanili di destra a Roma, che hanno sfilato per le vie di Prati con lo slogan “Sblocchiamo tutto” scritto sullo striscione portante della manifestazione. Tra i cori più importanti c’erano “Avanti ragazzi di Buda”, “Europa, nazione, rivoluzione”, “Per le scuole, per le strade, per le università: il comunismo non passerà”.
I motti del coraggio dei giovani di destra riecheggiano nella strada principale di via Cola di Rienzo, mentre i negozianti si affacciano per osservare i ragazzi di destra che sventolano le bandiere italiane, assieme a quella della loro associazione. Li filmano, gli sorridono e battono le mani al loro passaggio: sanno che i vandali non sono loro e si capisce anche dai discorsi al megafono. Una signora si avvicina a me, che sto scattando qualche foto, e mi dice: «Che bravi questi ragazzi di destra».
Azione universitaria e Azione studentesca in corteo a Roma: sbloccare tutto contro l’odio rosso
«Siamo la generazione che vuole costruire il futuro e che non lancia un grido di odio», spiega Walter Noli al megafono, presidente di Azione studentesca ad Alghero e militante di Azione universitaria, per poi aggiungere che «i giovani a sinistra dicono di essere avanguardia, ma guardiamoli bene, sono sponsorizzati dai dinosauri della politica come Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni».
Poi ha sottolineato, riferendosi al co-leader di Avs, che «dopo i comunisti col Rolex, la realtà dei nostri giorni ci ha regalato i compagni con la Tesla». Walter tiene a precisare che, a furia di stare appresso ai dinosauri progressisti, «i giovani di sinistra non riescono a capire se si trovino a Jurassic Park o a uno dei loro soliti appuntamenti estivi in tenda, come al Revolution camp». A questo punto, per lui, la soluzione è solo una: «Rispedirli nel giurassico una volta per tutte, perché è da settant’anni sappiamo che il domani appartiene a noi».
Le magliette e le bandiere
Le bandiere di Azione studentesca e Azione universitaria si stagliano tra la folla di giovani intenti a cantare, dialogare e sorridere. Uno sguardo fisso nel sole li caratterizza, dietro agli occhiali con le lenti oscurate per vedere meglio il cammino. Nonostante il cielo nuvoloso, non ha piovuto. «Comunque non ci saremmo mai tirati indietro per il corteo», spiega Luca Tallarico, presidente di Azione universitaria a La Sapienza di Roma, al Secolo d’Italia.
Una marea di giovani con le magliette di Azione studentesca, quelle del campo estivo di Zefiro con la scritta davanti e il retro con su scritto: «Vento d’Europa». Vale lo stesso per le t-shirt di Azione universitaria, con il logo in primo piano e la feluca centrale. Loro, che sono i discendenti del Fuan, sono parte integrante della festa e lo dimostrano affiancando le proprie bandiere bianche e blu a quelle di Azione studentesca, gialle con la croce bretone nera. Il messaggio del corteo è semplice: dalle scuole alle università, la destra giovanile non ha intenzione di arrendersi alle violenze perpetrate dall’estrema sinistra e dai maranza.
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