Il paradosso rosso
Crisanti, comunista col Rolex e la villa milionaria: riporta Rifondazione in Parlamento con la benedizione di Elly
Una volta c’erano i comunisti con l’eskimo. Poi arrivarono i comunisti col Rolex. Adesso, con Andrea Crisanti, siamo passati direttamente alla versione con villa seicentesca e suggestioni immobiliari a Chelsea, uno dei quartieri più esclusivi e costosi di Londra.
Il paradosso è servito: a riportare il simbolo di Rifondazione comunista in Parlamento è proprio il professore diventato celebre durante il Covid, uno che con la lotta di classe sembra avere meno familiarità che con i grandi patrimoni immobiliari e i finanziamenti internazionali.
Una decisione dettata dalla battaglia contro le regole sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Con la nuova legge elettorale la soglia richiesta per i partiti non rappresentati in Parlamento è quadruplicata: da qui lo strategemma della nascita di nuovi gruppi o componenti parlamentari per dribblare l’ostacolo.
«Il Pd di Elly Schlein si oppone in maniera vigorosa a questa penalizzazione, questo monte Everest delle 400 mila firme e dunque mi è stato chiesto di dare una mano. È in linea con la posizione del Pd», ha raccontato Crisanti al Foglio.
La rivoluzione può attendere, la villa no
«Non sono comunista perché non me lo posso permettere». La battuta attribuita a Ennio Flaiano esplode inevitabile vedendo il patrimonio dello scienziato prestato alla politica. Partiamo dal mattone, quello di lusso. Crisanti e la moglie hanno acquistato una splendida villa seicentesca a Val Liona, nel Vicentino, messa in vendita per circa due milioni di euro. Una dimora storica che farebbe impallidire qualsiasi sezione di Rifondazione comunista.
Il professore ha precisato di aver acceso un mutuo «neppure troppo leggero». Ci mancherebbe. Anche la rivoluzione proletaria, evidentemente, può avere le sue rate.
E poi c’è Londra. Nelle ricostruzioni patrimoniali spunta anche un appartamento a Chelsea, quartiere dove il prezzo al metro quadrato non è esattamente alla portata delle masse popolari. La proprietà e il valore attuale dell’immobile, però, richiedono una verifica documentale.
Quei 50 milioni di dollari e la Fondazione Gates
Ma il vero salto di qualità arriva dal curriculum scientifico. Secondo il Messaggero, già nel 2014 Crisanti dichiarava di aver ottenuto in sette anni 65 milioni di euro di finanziamenti per la ricerca.
Tra questi, ben 50 milioni di dollari provenienti dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e dalla Foundation for the National Institutes of Health, destinati agli studi sulla malaria. Non erano soldi finiti nelle tasche del professore, ma finanziamenti a progetti scientifici. Resta però un’immagine irresistibile: il futuro protagonista del ritorno della falce e martello che lavora con i fondi della filantropia miliardaria americana.
Il compagno imprenditore, tra Borsa e biotecnologie
Crisanti, del resto, non è soltanto uno scienziato. È anche un uomo con una significativa esperienza imprenditoriale.
Nel 1998 fonda Biogeny Plc, società quotata alla Borsa di Londra. Nel 2003 arriva MtM Microtest, spin-off dell’Imperial College. Poi incarichi manageriali, partecipazioni societarie e persino una società costituita con la moglie per un progetto di bed and breakfast a Roma.
Insomma, più che Il Capitale di Marx, un curriculum che sembra scritto per il Financial Times.
Nel 2022, eletto senatore con il Pd, annunciò persino di voler rinunciare all’indennità parlamentare per conservare lo stipendio universitario. Ma dall’azienda ospedaliera di Padova arrivò una doccia fredda: niente compensi senza prestazione lavorativa.
Crisanti: scene da un patrimonio
Naturalmente Crisanti ha tutto il diritto di essere ricco, acquistare ville, fare impresa e coltivare simpatie politiche a sinistra. Nessuno glielo contesta. Ma l’ironia della storia è difficile da ignorare.
Un tempo Rifondazione comunista parlava di operai, fabbriche, salari e redistribuzione della ricchezza. Adesso il suo simbolo torna sulla scena parlamentare grazie a un professore dal curriculum internazionale, con una villa da due milioni e una storia professionale che passa anche attraverso i finanziamenti della Fondazione Gates.
Comunisti col Rolex e con la villa palladiana
Flaiano diceva di non potersi permettere di essere comunista. Crisanti, evidentemente, può permetterselo. E con tutti i comfort.