"Quei ragazzi vanno capiti"
Guerriglia, dal campo largo ancora silenzi e ipocrisia. Conte e Schlein: no alle violenze, ma la colpa è del governo
Di condanna ferma, senza se senza ma, della guerriglia urbana di sabato a Milano, Torino e Bologna non c’è traccia a sinistra. Nemmeno di fronte alle immagini di Piazza Duomo messa a ferro e fuoco da incappucciati assetati di violenza, di maranza che assaltano gli agenti, di un bilancio drammatico di feriti e arrestati i leader del campo largo riescono a esprimere un fermo no alle violenze senza giustificare la rabbia dei manifestanti e attaccare il governo che non dà risposte.
Guerriglia, ambiguità e distinguo delle sinistre
Le priorità per Elly Schlein sono ben altre, i suoi pensieri sono tutti rivolti alla guerra con Giuseppe Conte. Quando, dal palco dell’assemblea nazionale del Pd durante la sua arringa è costretta a commentare le violenze di piazza ribalta le responsabilità con una scadente piroetta. “Non c’entriamo niente con i delinquenti. Li abbiamo sempre condannati, ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”.
Schlein: non possono usare i violenti per coprire le proteste pacifiche
Siamo alle solite, come per i centri sociali e le occupazioni abusive, la sinistra sceglie la formula del “ma… anche”. Ambiguità e malcelata solidarietà alle “giuste proteste”, per le serie i metodi sono sbagliati ma le rivendicazioni sono legittime. “Le piazze chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete a chi studia, lavora e produce. Il governo sta ignorando queste voci. È stato il governo più longevo e inconcludente, Meloni – dice la segretaria dem – ha sprecato un’occasione storica”. Insomma scava scava la colpa è del governo Meloni. Rispedito al mittente, dunque, l’appello della premier a una risposta compatta contro le violenze, alla denuncia chiara, senza ambiguità, di chi sfascia e mettere a ferro e fuoco le nostre città. Perché – ha ribadito Meloni – “se manifestare è legittimo, devastare è un’altra cosa”.
Conte: il governo non può negare il disagio dei manifestanti
Neppure Giuseppe Conte riesce a prendere le distanze dagli episodi di sabato. Il leader dei 5Stelle fa da megafono al solito racconto dei pochi violenti che si infiltrano nei cortei pacifici. “Il governo non può assolutamente permettersi di fronte a delle proteste, a qualche episodio anche di violenza che va fermamente condannato, di negare invece quella che è la radice, il disagio, l’impossibilità per adulti, giovani e famiglie, imprese, di arrivare a fine mese o di veder garantiti i diritti essenziali”. Avs gioca addirittura la carta del vittimismo. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni accusano Palazzo Chigi di strumentalizzare i disordini. “Noi le violenze le condanniamo, chi fa quelle violenze sono nostri nemici perché cancellano le legittime proteste di chi oggi scende in piazza per una Italia migliore. Una destra ignobile sta utilizzando e strumentalizzando contro noi quello che è accaduto”.
Renzi: l’atteggiamento di Meloni e Piantedosi è insopportabile
Perfino un ‘moderato’ come Matteo Renzi condanna ma punta l’indice contro il governo. “Ciò che abbiamo visto a Milano con ragazzini, spesso maranza, che attaccano le camionette dei carabinieri, colpiscono dirigenti di polizia, spaccano vetrine per rubare, vandalizzano persino le librerie non ha niente a che vedere con il carovita. Si tratta di pura delinquenza, si tratta di una criminalità senza giustificativi”. Poteva fermarsi qui il leader di Italia Viva e invece anche lui si accoda alla narrazione delle sinistre. “L’atteggiamento della premier Meloni e del Ministro Piantedosi che attaccano le opposizioni senza spiegare perché non siano riusciti a bloccare i maranza è insopportabile. Il compito del Viminale non è fare analisi sociologiche: il compito del Ministro è garantire legge e ordine”. Peccato che quando lo fa viene accusato di volere uno Stato di polizia, ordine e manganelli. Quei ragazzi che spaccano tutto vanno compresi è il leit motiv delle sinistre e della stampa progressista. Basta ascoltare Massimo Giannini. “Che cosa testimoniano questi violenti? L’emarginazione. Una condizione giovanile drammatica che noi facciamo finta di non vedere”. Conclusione: “Se questa è la realtà, in qualche modo, da qualche parte questo sfogo ci deve essere”.