Il decreto del governo
Ex Ilva, 187 milioni per i lavoratori. Calderone: «Incentivi per le assunzioni e sostegno al reddito»
Un intervento da 187 milioni di euro per tutelare i lavoratori dell’ex Ilva, sostenere le aziende dell’indotto e favorire nuove assunzioni. È il cuore del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, illustrato dal ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Un provvedimento che punta a coniugare protezione del reddito e rilancio produttivo. Le misure, ha spiegato Calderone, hanno «una portata totale di 187 milioni di euro» e sono rivolte ai dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia e alle imprese collegate.
Ex Ilva, Calderone: «Una protezione importante» per i lavoratori dell’indotto
Il primo capitolo introduce una cassa integrazione in deroga per le aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La misura riguarda le imprese che lavorano in regime di monocommittenza o realizzano almeno il 50% del fatturato attraverso il gruppo.
L’obiettivo, ha sottolineato Calderone, è «creare una protezione importante per un bacino di lavoratori» particolarmente esposto alla crisi industriale.
Il ministro ha chiarito che si tratta di una misura «in deroga rispetto alla normativa ordinaria sulla cassa integrazione». Le settimane riconosciute non saranno conteggiate nei limiti generali e le aziende non dovranno versare il contributo addizionale.
Prevista una «procedura accelerata per il riconoscimento degli interventi», attraverso uno strumento già sperimentato durante l’emergenza alluvionale in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, che secondo Calderone ha dato «ottimi risultati in termini di velocità e di efficacia». Il pagamento sarà effettuato direttamente dall’Inps.
Integrazione della cassa integrazione e formazione per tornare al lavoro
Per il personale di Acciaierie d’Italia è prevista un’integrazione economica della cassa integrazione straordinaria. Secondo le ricostruzioni giornalistiche sul provvedimento, il meccanismo è finalizzato a garantire una copertura complessiva pari al 70% della retribuzione. La formulazione definitiva resta subordinata al testo ufficiale del decreto.
Il sostegno sarà accompagnato da percorsi di formazione e riqualificazione. I lavoratori saranno inseriti nella piattaforma Siisl e avranno diritto alla «presa in carico da parte dei servizi per il lavoro».
Calderone ha spiegato che i beneficiari decadranno dal trattamento qualora rifiutino senza giustificato motivo «attività di formazione, di riqualificazione o un’offerta di lavoro congrua».
Prevista anche la possibilità di impiegare i lavoratori in progetti di pubblica utilità attraverso accordi con le amministrazioni locali.
Bonus da 20mila euro per ogni assunzione stabile
Un capitolo significativo riguarda gli incentivi alle imprese. Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, Calderone ha annunciato «un esonero contributivo totale per 24 mesi fino a 8mila euro l’anno».
A questo si aggiunge «un contributo aggiuntivo di 20mila euro per ogni assunzione», erogato in due quote dopo sei e ventiquattro mesi. Il rapporto di lavoro dovrà essere mantenuto per almeno 48 mesi.
Il ministro ha quindi richiamato il principio del «salario giusto», sottolineando che gli incentivi sono legati al «trattamento economico complessivo riconosciuto dai contratti stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative».
Taranto, investimenti e nuove opportunità occupazionali
Il decreto guarda anche al futuro industriale. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy raccoglierà manifestazioni di interesse per investimenti superiori a 10 milioni di euro, con procedure accelerate e priorità ai progetti che prevedono assunzioni di lavoratori ex Ilva.
Prevista una zona di accelerazione industriale tra Brindisi e Taranto per le tecnologie a zero emissioni nette.
La prospettiva, ha spiegato Calderone, è «riportare in una condizione di piena occupazione» i lavoratori, ma anche «valorizzare quelli che possono essere gli investimenti» delle aziende.
Un percorso che coinvolge Taranto e gli stabilimenti del Nord Italia, con l’obiettivo di «valorizzare i lavoratori e le loro professionalità anche in lavori a vantaggio della collettività».