La svolta
Campi Flegrei, il governo vara un piano da un miliardo. Musumeci: «Non aspettiamo che l’eccezionalità diventi catastrofe»
Un miliardo di euro in dieci anni, contributi fino al 100% per rendere antisismiche le abitazioni, nuove vie di fuga e incentivi alla delocalizzazione volontaria. Il Consiglio dei ministri ha approvato un piano straordinario per i Campi Flegrei che punta a superare la gestione dell’emergenza e a rafforzare la prevenzione. A illustrarlo, nella conferenza stampa al termine del Cdm, è stato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
«Non è una legge sull’emergenza, ma sulla prevenzione», ha sottolineato il ministro. «Non aspettiamo che l’eccezionalità diventi catastrofe per poter intervenire». Un provvedimento che Musumeci ha definito «una svolta nella politica della Protezione civile su quel territorio, in particolare in termini di prevenzione».
Musumeci: «Lo Stato non promette un’impossibile eliminazione del rischio»
Il piano riguarda un’area nella quale vivono circa 85mila abitanti, con 15mila edifici, interessata da una crisi bradisismica che può protrarsi nel tempo oppure interrompersi improvvisamente.
«Non c’è un evento sismico seguito dalla ricostruzione e dal ritorno alla normalità», ha spiegato Musumeci, ricordando che la popolazione vive sopra «un sistema vulcanico attivo» la cui evoluzione presenta «margini inevitabili di incertezza».
«Per questo io amo parlare di convivenza consapevole con il rischio», ha aggiunto.
Il ministro ha chiarito la filosofia del provvedimento: «Lo Stato non promette un’impossibile eliminazione del rischio. Si assume però il dovere di ridurre l’esposizione e la vulnerabilità, preparare la popolazione, rendere possibile l’allontanamento quando necessario, ricostruire quello che il sisma ha distrutto».
Case antisismiche, fino al 100% delle spese a carico dello Stato
Una delle misure centrali riguarda l’adeguamento antisismico degli edifici su richiesta dei proprietari.
«Il 70% a carico dello Stato, il 30% a carico del proprietario», ha annunciato Musumeci. Ma per i redditi più bassi il sostegno sarà integrale: «Se il proprietario dovesse dichiarare un reddito non superiore a 28mila euro, lo Stato interviene non più al 70 ma al 100%».
Previsti anche incentivi alla delocalizzazione volontaria degli immobili maggiormente vulnerabili o situati nelle aree più esposte.
«È un tema politicamente delicatissimo, lo so e lo sottolineo proprio per questo», ha ammesso il ministro. «Ma una legge di lungo periodo ha il dovere almeno di immaginarlo e di disciplinarlo».
Per gli immobili con lesioni leggere è previsto un contributo fino a 30mila euro per il pronto ripristino, mentre 10 milioni saranno destinati al recupero delle chiese.
Un miliardo in dieci anni. Musumeci: «Un piano, un responsabile»
Il programma sarà finanziato attraverso un fondo pluriennale da un miliardo di euro distribuito in dieci anni.
La governance sarà affidata al presidente pro tempore della Regione Campania, in qualità di commissario straordinario del governo.
«Il commissario straordinario del governo è l’unico responsabile dell’attuazione del programma pluriennale», ha spiegato Musumeci, sintetizzando il modello scelto: «Un piano, un responsabile, una struttura, un cronoprogramma, una contabilità ed un sistema di controllo».
La Protezione civile manterrà le competenze su monitoraggio, allertamento, esercitazioni e gestione delle emergenze.
Sospensione di mutui e tributi, proroga degli affitti
Il decreto prevede la sospensione di tributi e contributi dal 31 luglio al 30 novembre 2026 e dei mutui dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre 2027, nei casi disciplinati dal provvedimento.
Arriva anche la proroga biennale dei contratti di affitto in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027 per le famiglie con redditi inferiori a 8mila euro, alle condizioni previste.
Procedure accelerate riguarderanno inoltre le sanatorie edilizie, mentre nuove restrizioni limiteranno la realizzazione di cubature nell’area.
«Una legge di prevenzione deve sopravvivere naturalmente alle oscillazioni delle crisi», ha concluso Musumeci, ribadendo la prospettiva decennale dell’intervento. L’obiettivo è affrontare, con una programmazione stabile, «quello che l’emergenza non potrebbe mai risolvere».