Lavoro Ris-Commissione
David Rossi, la svolta dopo 13 anni: le ombre nel vicolo, i soccorsi mancati e la pista della ‘ndrangheta. Vinci: «Un omicidio organizzato. Ora è tutto chiaro, mancano i nomi»
Nuove rivelazioni sul caso della morte di David Rossi emergono grazie al lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager di Monte dei Paschi di Siena.
Il presidente Gianluca Vinci ha infatti reso noto che dalla perizia del Ris arriva la prova che lo sconosciuto che compare nel video della telecamera sul vicolo di Monte Pio “non era un passante, come è stato raccontato per anni in questa vicenda, ma era un soggetto che ha avuto un ruolo attivo”. Infatti, ha proseguito il parlamentare di Fratelli d’Italia, “compare giusto il tempo per scendere dall’ufficio di Rossi al terzo piano, in quattro minuti, e poi la persona blocca il vicolo verosimilmente con un altro soggetto che interviene qualche minuto dopo e impedisce che Rossi sia visto da eventuali altri passanti che possano prestare il soccorso”. “Appena Rossi smette di muoversi, dopo oltre 20 minuti, compare nel video, se ne accerta – ha concluso- Poi le ombre poi scompaiono per sempre perché il soggetto, i soggetti, si allontanano”.
Non omicidio d’impeto ma commesso da più persone
Il presidente della Commissione parlamentare ha poi escluso delle ipotesi: “Non un omicidio d’impeto” ma un “omicidio commesso da più persone e addirittura il vicolo era bloccato da altre due persone”, aggiungendo che la modalità fa pensare a “un’organizzazione criminale”.
Tentativo di estorsione andato male
Vinci ha parlato di “Un tentativo di estorsione o minaccia finito male è avvalorato dal fatto che Rossi non è stato finito da un killer” ma “le stesse persone che l’avrebbero ucciso, in un tentativo di intimidirlo, poi avrebbero controllato che fosse morto davvero in fondo alla strada. Questo conferma anche il fatto che non lo volessero immediatamente morto, ma che fosse un’intimidazione, tanto che poi non viene di fatto finito al suolo, ma non consentono i soccorsi, quando David Rossi si sarebbe ancora potuto salvare e ha invece avuto una morte atroce, con 20 minuti di agonia”.
Ipotesi di matrice mafiosa o ‘ndranghetista
Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia “non ci sono nomi” ma è convinto che il delitto porti a “un’organizzazione criminale che può aver orchestrato sia la parte delle minacce sia la chiusura del vicolo dopo” e che potrebbe trattarsi di un’associazione “mafiosa o ‘ndranghetista. Noi abbiamo trovato molti elementi che ci spingono verso la ‘ndrangheta della bassa Lombardia, mantovana e reggiana, e questa è la direzione maestra verso la quale stiamo andando per il movente e gli esecutori. Noi con il passo di oggi abbiamo quasi concluso la ricostruzione dei fatti. Oggi è tutto chiaro a parte i nominativi” ha concluso.
Più persone all’ingresso del vicolo
Dalla relazione del Ris presentata dal consulente della Commissione parlamentare e tenente colonnello Adolfo Gregori, da Luca Gasparollo, comandante della sezione di intervento operativo del Ris dell’Arma dei Carabinieri di Roma e da Federico Zomparelli, comandante della sezione di fonica e audiovideo del Ris dell’Arma dei Carabinieri di Roma, emerge che la sera del 6 marzo 2013, quando l’ex capo della Comunicazione di Mps David Rossi morì dopo essere precipitato da una finestra della banca, a partire dalle ore 20.04 è stata documentata la presenza di una o più persone all’imbocco del vicolo di Monte Pio in fondo al quale il corpo fu ritrovato. E questo emerge sul video che inquadrava vicolo di Monte Pio dove fu ritrovato il corpo dell’ex manager.