All'assemblea di Assolombarda
Meloni: “Siamo la nazione del fare, nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile. Se reggiamo è grazie alle imprese e ai lavoratori”
È un intervento a tutto tondo e un’iniezione di fiducia quello pronunciato dalla premier Giorgia Meloni all’assemblea di Assolombarda a Milano. A cominciare dalla presenza del governo al fianco di chi lavora e produce per sottolineare che l’Italia è la nazione del fare, credibile nel contesto internazionale, che non siede al tavolo europeo per dire sempre sì. Prima di parlare c’è anche un siparietto divertente. La premier Meloni fa togliere ‘rialzo’ predisposto sul palco. “Non sono proprio un nano – scherza – penso che mi abbiate sottovalutato”.
Meloni ad Assolombarda: è un tempo difficile, ma l’Italia ha retto l’onda d’urto
“Il governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce è non mettersi di traverso”, ha detto Meloni. “Viviamo in un tempo che non concede tregua. È un tempo difficile. Ma vi dirò una cosa. Difficile viene da latino e significa che non si lascia fare. Solo che noi siamo la nazione del fare. La storia d’Italia è fatta da chi ha costruito, inventato, prodotto proprio quando le cose non si lasciavano fare. Significa che nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile. L’Italia cresce poco ma il suo sistema economico ha retto l’onda d’urto”.
Se l’Italia è forte è grazie alle imprese e ai lavoratori
Meloni ha ringraziato gli imprenditori “a nome della nazione”. “Se l’Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori”. Poi ha affrontato il tema dei dazi. “Nessuna impresa, per quanto forte, può negoziare da sola l’accesso a un mercato, la rimozione di una barriera commerciale o la sicurezza di una rotta. Lo può fare un governo e lo fa tanto meglio quanto più è presente, credibile e considerato un interlocutore affidabile”. La premier ha evidenziato il legame tra la reputazione internazionale dell’Italia e le opportunità per le sue aziende. “Quando un’impresa italiana bussa alla porta di un partner internazionale, porta con sé anche la reputazione della sua nazione”. Meloni ha richiamato anche il ruolo della collaborazione tra governo e associazioni imprenditoriali, citando i progetti di Assolombarda negli Stati Uniti, in Canada, in America Latina e nel Golfo. Poi ha indicato nel Piano Mattei per l’Africa una possibilità di sviluppo per le imprese italiane, ricordando che il continente è caratterizzato da una popolazione giovane, risorse naturali ed energetiche e mercati destinati a crescere nei prossimi decenni.
L’Italia non è in Europa per dire sempre sì
Decisa la rivendicazione del ruolo italiano in Europa. “L’Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì. Siede lì per dire quello che va detto quando va detto, anche se è scomodo. Ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va, non per indebolirla ma per renderla più forte”. Prendiamo il tema degli Ets ( il sistema europeo per lo scambio di quote di emissione) che non sono la strada giusta. “Questo meccanismo che gonfia artificialmente i prezzi, che crea squilibri tra gli Stati membri, che danneggia le nostre imprese manifatturiere nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli. Non è questa – ha detto la premier – la strada giusta per restituire all’Europa autonomia strategica, forza, peso economico. Perché l’autonomia strategica è fatta di acciaierie, di cartiere, di impianti chimici, di fonderie, di tutto ciò che serve per non dipendere dagli altri”.
Flessibilità, nuova richiesta al prossimo Consiglio Ue
Meloni ha confermato che riproporrà la richiesta di flessibilità contro l’inflazione al prossimo Consiglio europeo previsto per giovedì e venerdì. “Si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità”. Sul caro bollette ha ricordato lo stanziamento di oltre 60 miliardi per contenere i costi a carico di famiglie e imprese. La premier ha citato la riduzione degli oneri in bolletta, l’eliminazione del differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo e gli strumenti del gas release e dell’energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati con la garanzia dello Stato. “Questa è la gestione dell’emergenza, ma se noi non costruiamo risposte strutturali rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza. Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglia e imprese. Con la Commissione europea stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica” . Il governo è anche al lavoro – ha annunciato la premier – per promuovere anche gli investimenti in software legati all’intelligenza artificiale. “Con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni”.