Mirandola (Modena)
Coniugi decapitati, fermato il figlio trovato sporco di sangue. Chi è Daniele Tavoni e perché avrebbe infierito sulle vittime
I vestiti ancora sporchi di sangue, coltelli nascosti in casa, qualche scatola di medicinali sul tavolo. E’ in stato di fermo Daniele Tavoni, il figlio della donna di 74 anni trovata morta decapitata insieme al marito a Mirandola, nel Modenese. L’uomo, che è stato ascoltato per tutta la notte dagli investigatori della Squadra mobile di Modena, avrebbe fatto scena muta. Ma alcuni indizi lo incastrano. Daniele Tavoni era stato visitato in una struttura psichiatrica modenese, aveva una diagnosi di disturbo psicotico ma non si era più presentato. Stando alle primissime ricostruzioni degli inquirenti, il 55enne avrebbe più volte litigato con i due anziani per motivi economici.
Coniugi decapitati, sotto torchio Daniele Tavoni
Vincenza Giannini, 74 anni originaria di Bovino (provincia di Foggia), e il marito di lei, l’83enne Pier Ferdinando Casari, nato a San Felice sul Panaro nel Modenese, erano immersi in un lago di sangue nella loro abitazione di Mirandola. Daniele Tavoni, nato da un precedente matrimonio della donna, già nella serata di giovedì era stato interrogato dagli inquirenti ma era rimasto in silenzio davanti agli investigatori. L’uomo di circa 55 anni è stato torchiato per tutta la notte come principale sospettato di quello che, a tutti gli effetti, è apparso come un duplice omicidio commesso con efferatezza. I corpi delle due anziane vittime, ritrovati intorno alle 19.30, presentavano mutilazioni gravissime. Secondo quanto emerso dai primi rilievi degli investigatori e delle Forze dell’ordine giunte sul posto, i due anziani sono stati decapitati. Ieri sera sul posto, oltre alle Forze dell’ordine e al personale del 118, è giunta anche la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, per seguire da vicino gli sviluppi di una vicenda che, come ha scritto lei stessa sui social, ha lasciato sgomenta l’intera comunità locale. I vicini di casa, ancora sotto shock, hanno descritto la situazione familiare come complessa e segnata da pregresse tensioni. Le indagini proseguono a ritmo serrato per ricostruire l’esatta dinamica e l’orario dell’aggressione.
Sindaca di Mirandola: “Tragedia che sta scuotendo la nostra comunità”
“La nostra comunità è stata colpita da una tragedia che ci scuote profondamente e ci lascia sgomenti. In questo momento di grande dolore, è fondamentale esprimere vicinanza e rispetto, evitando ogni ricostruzione prematura”. È quanto ha affermato la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, dopo il ritrovamento dei corpi dei due coniugi uccisi. “È necessario attendere che siano le autorità competenti a fare piena luce sull’accaduto, nel rispetto delle persone coinvolte e del lavoro di chi sta conducendo le indagini”, ha aggiunto la prima cittadina.