Le relazioni pericolose
Bignami smaschera i giustificazionisti Pd dei cortei violenti. Rampelli e Terzi: legami inquietanti con l’Islam radicale
Trentasei agenti feriti in tutta Italia, tre arresti e circa 700 identificati a Bologna, dove sono stati saccheggiati negozi e danneggiato il cantiere del tram, con perdite stimate fino a 50mila euro. È il pesante bilancio degli scontri di sabato, che scatena la reazione di Fratelli d’Italia.
Galeazzo Bignami mette sotto accusa il Pd per i rapporti con i centri sociali, Fabio Rampelli denuncia la saldatura tra estremismo di piazza e fondamentalismo islamico, mentre Giulio Terzi mette in guardia dalle reti islamiste attive in Europa.
Bignami: «Bologna paga la tolleranza del Pd verso i centri sociali»
Per il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, le devastazioni nel capoluogo emiliano sono la conseguenza della politica di tolleranza portata avanti dal Pd e dai suoi alleati. Nel mirino finiscono i centri sociali bolognesi, ai quali, denuncia, il Comune garantisce sedi, finanziamenti e agibilità politica.
Secondo Bignami, finché non verranno interrotti questi rapporti, cittadini e commercianti continueranno a essere esposti alle violenze delle frange estremiste, contenute soltanto grazie all’intervento delle forze dell’ordine.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di una condanna «che non sia solo a parola, ma che si traduca in fatti e atti concreti».
Rampelli: «Inquietante collegamento tra sinistra radicale e islamismo»
Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli denuncia un «collegamento inquietante» tra ambienti propalestinesi, estrema sinistra e islamismo radicale. A suo giudizio, l’inchiesta milanese farebbe emergere una saldatura tra queste realtà. Rampelli richiama anche i contenuti social dell’indagato, denunciando riferimenti antisemiti, e ringrazia intelligence e forze dell’ordine per l’attività investigativa. «Chi ha sbagliato paghi», è il suo monito.
Siher in carcere a San Vittore: indagini sulle chat del Movimento 17 ottobre
Youssef Siher, 30 anni, ritenuto dagli investigatori la presunta mente del Movimento 17 ottobre, è intanto detenuto a San Vittore, in attesa dell’udienza di convalida del fermo. È accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e del nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni attraverso strumenti informatici. Indagata a piede libero anche la moglie. La Polizia sta analizzando dispositivi e chat Telegram e Instagram, utilizzati per mobilitare migliaia di persone. A Milano, durante i cortei di sabato, sono state identificate quasi 3mila persone, cinque arrestate e 44 denunciate. A Torino si registrano due arresti e 25 denunce.
Terzi: «Il pericolo dell’entrismo islamista in Europa»
Per Giulio Terzi, presidente della commissione Politiche Ue del Senato, la vicenda «sembra confermare le minacce e i pericoli posti da una rete ostile di influenza contro l’Italia e l’Europa che si esprime spesso con slogan e richiami alla ‘intifada globale’. Una dimensione europea che rivela sempre più i fenomeni di ‘entrismo’ islamista»,
L’ex ministro degli Esteri richiama quindi la risoluzione dell’8 ottobre del Parlamento europeo sulle strategie delle reti collegate ai Fratelli musulmani, che sollecita controlli più rigorosi sui finanziamenti e sui riconoscimenti istituzionali. «Le ragioni che hanno mosso la maggioranza assoluta del Parlamento europeo a pronunciarsi contro le minacce della strumentalizzazione dell’Islam e la necessità di contrastarle, corrispondono dunque – osserva Terzi – indicano una priorità chiara per tutte le nazioni europee: mantenere e fare osservare i principi delle loro costituzioni e dei trattati europei».