Ieri in strada a Torino
Appendino show: le piazze della rabbia diventano «meravigliose». Poi attacca Meloni, boccia Renzi e sfida Schlein: «Vogliamo perdere?»
Dopo una fase di 'eclissi' l'ex sindaca di Torino torna a parlare in una intervista a Il Fatto Quotidiano e regala perle sulle mobilitazioni dei giorni scorsi. E ha una buona parola per tutti, alleati e avversari
Ma quali piazze violente: per Chiara Appendino del M5S quelle dei giorni scorsi “sono piazze meravigliose” e da Fratelli d’Italia, “continuano a ripetere questa scemenza” quando dicono che la presenza degli esponenti del campo largo alle mobilitazioni corrisponde a dare sostegno ai facinorosi, che cercano solo lo scontro con le forze dell’ordine o di mettere a ferro e fuoco le città, compresi gli immancabili centri sociali.
Il ritorno di Appendino
Dopo essere sparita dai radar della politica, più o meno da quando ha provato a porsi come opposizione interna al partito di Giuseppe Conte, Chiara Appendino, ex sindaca di Torino era ieri alla manifestazione indetta nella città piemontese, che ha riservato non pochi attimi di tensione e scontro tra manifestanti molto poco pacifici e le forze di Polizia.
In una intervista al Fatto Quotidiano la Appendino riesce a regalare altre perle arrivando addirittura a sostenere che quello che intende fare e chiede ai colleghi di partecipare il più possibile a queste manifestazioni, dove anche ieri non sono mancate né le tensioni, né chi ha preso le immagini della premier Giorgia Meloni e a favore di cellulare e telecamera le ha dato fuoco. Del resto, come ha spiegato la ex sindaca “La gente è piena di rabbia, un sentimento decisamente migliore di apatia e rassegnazione” e la chiamata alla responsabilità fatta da FdI è “un giochino” che “non funziona più: i cittadini lo hanno capito. La verità è che Giorgia Meloni e il suo governo hanno maledettamente paura delle mobilitazioni dei giovani come di quelle degli autotrasportatori, perché sanno di non rappresentare più il Paese. E allora le condannano e provano a reprimerle, anche precettando gli scioperi”.
La festività cristiana
Un passaggio sulla precettazione degli scioperi riferito probabilmente all’’iniziativa del Ministro Salvini, che nei giorni scorsi si era appellato alla ‘regola della franchigia’ vista la vicinanza del 1 novembre, Festa di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Norma prevista, che vieta o limita fortemente gli scioperi nei servizi pubblici essenziali a ridosso delle festività per tutelare il diritto alla libera circolazione dei cittadini che si spostano per raggiungere i propri cari o i cimiteri.
Ma per Chiara Appendino, evidentemente, avrà ritenuto anche la ragione della festività un pretesto.
L’attacco a Piantedosi, il silenzio su Siher
In ogni caso nell’intervista l’obiettivo non sembra essere tuttavia il responsabile dei trasporti quanto il Ministro dell’Interno, perché a suo dire: “c’è un tema che riguarda Matteo Piantedosi. Dovrebbe spiegarci se sapeva dell’allarme dell’intelligence sulle manifestazioni del 17 ottobre, di cui è stato scritto sulla stampa. Ho presentato anche un’interrogazione sul tema, perché siamo di fronte a un fallimento che rende evidente l’inadeguatezza del ministro”. Non le viene chiesto nulla invece decisione del giudice di rimettere in libertà Siher, considerato dal pm di Milano l’ispiratore di alcune chat del movimento 17 ottobre. Tuttavia per l’Appendino, che per un giorno sembra voler vestire i panni dell’attivista tutta “piazze e militanza” lasciando quelli dell’alta borghesia torinese, c’è modo per dare un’altra risposta show. Così afferma che “a essere violente sono le politiche di questo governo, che mette i poveri contro i ricchi e ignora la giustizia sociale. Basta con la lotta di classe al contrario”.
In piazza ‘sempre e comunque’. Operazione ricerca voti
E si interroga come far votare a sinistra queste ‘meravigliose piazze’: “Dobbiamo essere nelle manifestazioni sempre e comunque. Non dobbiamo avere paura di provare a dar voce ai tanti esclusi. La gente ha bisogno di attenzione e di rappresentanza. Ma a questo ovviamente vanno aggiunte le proposte, coraggiose e radicali: quindi il salario minimo, più risorse per la sanità, la tassazione degli extraprofitti e lo stop alla spesa per il riarmo. Bisogna cambiare completamente rotta rispetto alle politiche di Meloni, perché dopo quattro anni del suo governo stiamo andando verso il baratro economico e sociale”.
La bordata a Renzi e la domanda alla Schlein
E dopo il sogno di un campo largo di lotta e di governo l’intervista della pasionaria Appendino chiude con il rumore di alcune porte che si chiudono in faccia. La prima a Renzi, in scia alle dichiarazioni del presidente M5S che nel libro di Bruno Vespa ha definito “La presenza di Italia Viva nella coalizione non è un problema nostro, ma dell’Italia”, rincarando la dose: “Conte ha ragione. Ho sempre pensato che Renzi ci facesse perdere voti e che fosse un intralcio per noi progressisti”. Poi all’attacco della Schlein che per Appendino “sbaglia a volerlo coinvolgere. Vogliamo davvero mandare a casa Meloni o invece fare di tutto per perdere?” una domanda che in molti a sinistra si saranno posti, dopo aver letto la pacifica intervista dell’ex sindaca di Torino.