La presentazione con Barbaro
A Rebibbia lo sport diventa strumento di rieducazione. Abodi: “L’articolo 33 della Costituzione è la nostra bussola”
E’ stato presentato alla stampa il progetto “L’Articolo 33 della Costituzione è per tutti” che prevede il rifacimento delle strutture sportive della Casa Circondariale di Roma Rebibbia e che ha come fine quello di “valorizzare lo sport come strumento concreto di rieducazione, aggregazione, benessere psicofisico e reinserimento sociale delle persone detenute”.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione del Ministro dello sport e dei Giovani Andrea Abodi, ha richiesto un investimento complessivo di circa 200 mila euro, permetterà la riqualificazione e messa in sicurezza della palestra e del campo sportivo dell’istituto di pena romano. All’evento di presentazione oltre al capo del dicastero di largo Brazzà, c’erano il Direttore della Casa Circondariale “Raffaele Cinotti” Teresa Mascolo, il Direttore della Direzione Generale per la gestione dei Beni, dei Servizi degli Interventi in materia di Edilizia Penitenziaria Rosella Santoro, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Lazio-Abruzzo- Molise Giacinto Siciliano, il Presidente dell’ICSC Beniamino Quintieri, il Capo Staff dell’Ufficio di Presidenza della FIGC Luca Bergamini e i presidenti degli Enti di Promozione Sportiva Claudio Barbaro (ASI), Antonino Viti (ACSI), Paolo Serapiglia (ENDAS) e Juri Morico (OPES).
Nuove macchine sportive e spazi rimessi a nuovo entro gennaio 2027.
Il progetto di riqualificazione riguarda gli spazi dedicati allo sport del “reparto G8” del carcere di Rebibbia e ha già visto completata la sua prima fase, ossia la consegna di 80 macchine per il fitness donate da Matrix Italia.
I successivi interventi, resi possibili dal fondo di 200 mila euro raccolto grazie all’impegno sinergico di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, riguarderanno il ripristino della piena funzionalità dei 145 metri quadrati di palestra e dei 1.900 metri quadrati di campo sportivo esterno. L’inaugurazione dell’intera area è prevista il prossimo gennaio.
La soddisfazione del Ministro Abodi: coinvolti più di 60 istituti penitenziari, 13 minorili e 25 comunità di accoglienza.
Soddisfatto Andrea Abodi, che ha spiegato come il progetto presentato si inserisca in un quadro di interventi più ampio e complesso: “Stiamo portando avanti un progetto con il Dipartimento per lo Sport, con Sport e Salute, ovvero quello nell’ambito degli Sport per Tutti, un bando dedicato alle carceri che ha coinvolto 60 istituti penitenziari, 13 istituti minorili e 25 comunità di accoglienza, a dimostrazione di una strategia che è complessiva. Questo è un altro elemento di una composizione di un mosaico che è ispirato dagli indirizzi di Governo e rafforzato dalla bussola del comma 7, articolo 33 della Costituzione”.
L’esponente del governo Meloni, responsabile dello Sport e dei Giovani, ha poi ricordato alcuni risultati raggiunti dal suo dicastero in questi 4 anni di Governo caratterizzati da “impegno costante, appassionato, corale”: un miliardo di euro per le palestre scolastiche (aperte anche in orario pomeridiano e, quindi, a disposizione anche di associazioni e territorio), 50 milioni per gli spazi sportivi negli oratori e gli importanti interventi per il potenziamento dell’impiantistica sportiva nelle zone periferiche dei centri urbani e in quartieri con particolari problematiche sociali come Caivano, Scampia, Secondigliano, Quarticciolo e Rozzano. Un impegno, quindi, in grado di coniugare sport e sociale.
Gli Enti di Promozione Sportiva in prima fila. Barbaro (ASI): “Appuntamento unico nel suo genere”.
Motore trainante di questo progetto che potenzierà l’attività sportiva a Rebibbia sono stati certamente gli Enti di Promozione Sportiva: ASI, ENDAS, ACSI e OPES.
E’ stato Claudio Barbaro, sottosegretario all’Ambiente e presente in veste di Presidente di ASI, a raccontare la genesi del progetto che nasce anche dalla collaborazione con l’Associazione “Gruppo Idee” e con Fabio Falbo.
“L’appuntamento di oggi è unico nel suo genere” ha dichiarato Barbaro, ribadendo l’importanza dello sforzo sinergico che si è creato fra la direzione dell’istituto di pena, il Ministero dello Sport e tutti gli enti associativi ed istituzionali che si sono spesi nel corso degli ultimi mesi per arrivare a questo ottimo risultato che viene considerato da tutti i partecipanti come un punto di partenza e non di arrivo, perché di cose da fare per migliorare le condizioni dei detenuti nelle carceri ce ne sono tante e il mondo dello sport, a quanto pare, non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro.