Soldi persi per 24 ore
95 milioni di lire e un giorno di troppo: il 29 febbraio che ha reso “carta straccia” i risparmi di un palermitano
Voleva cambiare in euro il regalo di nozze del padre, ma si è presentato in banca il giorno dopo la scadenza. Ora Fabio Bondi, 51 anni, porta il suo caso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Certe volte essere superstiziosi porta male
Ci sono giorni che portano fortuna e giorni che costano circa 49mila euro. Per Fabio Bondi, impiegato palermitano di 51 anni, il 29 febbraio è stato decisamente il secondo tipo. In vista del matrimonio, il padre gli aveva consegnato 95 milioni di lire in banconote, un bel gruzzolo che al cambio ufficiale vale oggi poco più di 49mila euro.
Profondamente superstizioso, il signor Bondi si presenta in banca per convertire il denaro proprio il 29 febbraio 2012, in un anno bisestile. Peccato che il termine per il cambio fosse scaduto il giorno prima, il 28. Allo sportello gli dicono che da ventiquattro ore quella somma è diventata carta straccia.
Anni di carte bollate
Da quel “no” è partita una lunga serie di azioni giudiziarie, durata anni. Qualche settimana fa l’uomo si è rivolto all’Associazione Italia, che si occupa a livello nazionale e internazionale anche di conversione lire/euro, e che sostiene ora il suo ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il quadro normativo, del resto, è un piccolo giallo. Le lire hanno perso il corso legale il 28 febbraio 2002 e la legge 96/1997 fissava al 28 febbraio 2012 il termine ultimo per il cambio. Il 6 dicembre 2011, però, il decreto legge 201/2011 ha anticipato di colpo la scadenza, con effetto immediato. Il 7 ottobre 2015 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo quell’anticipo (sentenza 216/2015), e il 21 gennaio 2016 il Ministero dell’Economia ha precisato che chi chiede il cambio deve dimostrare di aver presentato richiesta tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, indicando l’importo.
Il giorno dopo le filiali della Banca d’Italia hanno ricominciato a cambiare le lire: tra il 22 gennaio 2016 e il 31 maggio 2021 le operazioni sono state 263, per oltre 2,6 milioni di euro. Tra il Governatore di Bankitalia e l’allora ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è circolata anche l’ipotesi di una riapertura dei termini.
La carta europea
Per la Banca d’Italia vale la prescrizione ordinaria decennale dei diritti di credito. Ma il signor Bondi guarda oltre confine: in diversi Paesi europei le vecchie monete nazionali si possono ancora convertire in euro, e proprio su questo principio di diritto europeo confida per riavere i suoi risparmi. La partita, per ora, resta aperta. E lui, superstizioso com’è, il 29 febbraio probabilmente lo cancellerebbe volentieri dal calendario.