Becerismo rosso
Vandali comunisti a Fenix, inni alle foibe, al genocidi Pol Pot e P38. Gioventù nazionale: “Hanno fatto l’album di famiglia”
Proprio non ce l'hanno fatta i soliti compagni a stare lontano dalla maleducazione, imbrattando i teli al di fuori del laghetto dell'Eur, che riportavano il titolo dell'evento organizzato da Gioventù nazionale
Politica - di Gabriele Caramelli - 11 Settembre 2026 alle 15:41
L’odio comunista colpisce ancora, stavolta in vista di Fenix, la festa di Gioventù nazionale che si terrà a Roma dalla prossima settimana. Sui teli al di fuori del laghetto dell’Eur, su cui era riportato lo slogan della festa, ossia “Il tempo del coraggio”, i nostalgici dell’Unione sovietica hanno lasciato degli imbrattamenti macabri. Con il pennarello nero hanno scritto frasi che denotano un’ignoranza clamorosa verso il passato, come “Il tempo della P38”, “Il tempo delle Foibe”, falci e martello, il simbolo della Corea del Nord e il nome di Pol Pot, genocida cambogiano che ha massacrato milioni dei suoi concittadini. Siamo davanti all’ennesimo episodio di odio politico da parte di qualche facinoroso antifascista militante che, evidentemente, non ha abbastanza coraggio per dibattere su un palco. E hanno avuto persino la faccia di bronzo per scrivere “Gn vigliacchi”. Una cosa è certa: la coerenza non appartiene agli ambienti dell’estrema sinistra.
Vandali comunisti a Fenix: inni alle foibe, al genocida Pol Pot e alle P38
Come ha spiegato il deputato di FdI e presidente di Gn Fabio Roscani in una nota: «Per contestare noi hanno tirato fuori P38, dittatori comunisti e falci e martello: più che un atto di protesta, hanno appeso al muro il loro album di famiglia. Dovevano contestare Fenix, hanno finito per raccontare se stessi». Poi ha aggiunto: «La cosa più paradossale è che abbiano scelto proprio Fenix. Una festa nella quale, anche quest’anno, saliranno sul palco esponenti politici, intellettuali, giornalisti e personalità che non appartengono al nostro mondo e che, in molti casi, la pensano radicalmente diversamente da noi».
«Agli autori diamo appuntamento alla festa: lasciate l’odio a casa e aprite le orecchie»
Evidentemente i vandali rossi non sanno che l’evento si basa proprio sul dibattito tra orientamenti diversi. «Noi invitiamo chi non la pensa come noi, non chiediamo patentini per prendere la parola e non abbiamo paura delle idee degli altri – ha ripreso Roscani -. Preferiamo discuterle. C’è chi davanti a un’idea diversa prende una bomboletta per seminare odio e chi prende un microfono. La differenza, in fondo, è tutta qui».
Nessun passo indietro per i prossimi appuntamenti, con il presidente di Gioventù nazionale che ha tenuto a ribadire la ferma posizione dei ragazzi di destra: «Dal 16 al 20 settembre saremo al Laghetto dell’Eur. I teli si puliscono, il programma resta. Agli autori delle scritte diamo appuntamento alla festa: lasciate a casa l’odio e aprite le orecchie. Magari imparate qualcosa».