Una bussola per idee e lavoro
Ugl, la contrattazione tutela i diritti, la cultura ne indica il senso: dall’editoriale di Meloni alle parole di Capone, la celebrazione dei 120 anni di Pagine Libere
Una serata celebrativa ripercorre oltre un secolo di pensiero e battaglie sindacali della storica rivista con il segretario Ugl e la direttrice della rivista Ada Fichera
Politica - di Priscilla Del Ninno - 25 Settembre 2026 alle 14:43
Quello per i 120 anni di Pagine Libere (edizionisindacali) diretto da Ada Fichera che, organizzato dall’Ugl, si è svolto mercoledì sera (23 settembre, ndr) al Centro Congressi Spazio Eventi Nazionale in Via Palermo a Roma, non è stato solo un momento celebrativo: ma una vera e propria solennizzazione della cultura sindacale di destra che ha saldamente intrecciato il racconto giornalistico di una rivista dai padri nobili e dal percorso secolare che, tra missione e interventi, spirito critico e apporto di idee, ha seguito le tappe del cammino di un Paese in continua evoluzione tra tragedie nazionali e traguardi intramontabili.
I 120 anni di “Pagine Libere”: a Roma la celebrazione della storica rivista tra spettacolo e cultura
Una serata che, attraverso un percorso storico documentaristico e “spettacolare” forte di parole, musica, canto e danza, e che ha visto esibirsi sul palco romano Adelmo Togliani (attore e regista), il Corpo di Ballo Giusy Ruscillo, e Cesare Rascel (cantante, compositore, produttore e direttore artistico). Con sul ledwall alle spalle del palco su cui scorrevano video e immagini d’epoca, dal 1909 – con l’editoriale del fondatore Angelo Oliviero Olivetti –. Fino al 2026, con l’intervento del segretario generale Ugl Paolo Capone – che ha fortemente voluto riportare in vita la storica e gloriosa testata su cui, giusto recentemente, ha affidato le sue parole a un editoriale la premier Giorgia Meloni in un intervento di apertura dal titolo “Una Nazione migliore” del 29 luglio scorso – una serata, si diceva, che ha ripercorso in un’alchemica mistura tra memoria e prospettiva omaggiando i 120 anni di attività e contributi della voce sindacal-editoriale dell’Ugl. Confermando il ruolo di Pagine Libere come solida fucina di idee per la costruzione della comunità nazionale di domani.
Ugl, 120 anni di Pagine Libere: oltre un secolo di battaglie sindacali e prospettive socio-culturali
Un secolo e due decenni di idee – tra interruzioni e diverse serie e fasi editoriali –. Di battaglie sociali e visione strategica, quello che mercoledì scorso si è celebrato ricordando lo storico periodico del sindacalismo italiano, punto di riferimento per l’elaborazione culturale e metapolitica della destra nazionale e dei suoi valori sindacali. Fondata nel dicembre del 1906 a Lugano da Angelo Oliviero Olivetti, la rivista nacque infatti con l’ambizione di far precedere il pensiero all’azione. Intorno ad essa si raccolsero i grandi protagonisti del sindacalismo rivoluzionario italiano – da Arturo Labriola a Paolo Orano. Da Alceste De Ambris a figure come Sergio Panunzio e Filippo Corridoni – trasformando la testata in uno dei laboratori politici più vivaci del Novecento.
Capone: «Non esiste azione sindacale duratura senza una visione del mondo che la sostenga»
L’evento capitolino, allora, ha ripercorso oltre un secolo di storia d’Italia letta attraverso le pagine del periodico dell’Ugl. Pertanto, a rimarcare la profonda sinergia tra elaborazione culturale e tutela dei lavoratori è stato in primis il segretario generale dell’Ugl Capone che, dal palco all’editoriale sulla rivista, ha asserito con nettezza: «Non esiste azione sindacale duratura senza una visione del mondo che la sostenga». Definendo quindi, e non solo tra le righe, la cultura un pilastro insostituibile. E aggiungendo a stretto giro: «La contrattazione tutela i diritti; la cultura costruisce il significato di quei diritti. Il sindacato difende il lavoro. La riflessione culturale ne indica il senso, il valore e la direzione».
Con la rivista si è offerto nel tempo uno spazio vitale di dibattito
Ed è proprio su questa sorta di “bussola ideale” allora, ha spiegato il numero uno dell’Ugl, che la rappresentanza rischia di ridursi a semplice gestione dell’esistente. E, sempre per questo, Pagine Libere continua a rappresentare uno spazio vitale di dibattito: «Cultura e sindacato non percorrono strade parallele, camminano insieme. Perché senza cultura il sindacato perderebbe incisività e profondità». Del resto, lo ha ricordato anche la stessa direttrice Ada Fichera: la longevità di Pagine Libere risiede nella sua fedeltà alla missione originaria: «Molte riviste hanno raccontato gli avvenimenti. Pagine Libere ha cercato di comprenderli».
Fichera: «Una tradizione vive nella capacità di offrire strumenti per interpretare il futuro»
Non solo. Ada Fichera, sul palco come nel suo editoriale sulla rivista, ha evidenziato come la storia della testata, quella della destra italiana (dal Msi ad Alleanza Nazionale, fino a Fratelli d’Italia) e quella del sindacalismo nazionale (dalla Cisnal all’Ugl) si siano costantemente intrecciate. «Una tradizione non vive nella nostalgia – ha sottolineato Fichera –. Ma nella capacità di offrire strumenti per interpretare il futuro» di fronte alle sfide contemporanee dell’intelligenza artificiale, della transizione demografica e dei mutamenti geopolitici.
Cultura e azione sindacale viaggiano su binari paralleli
In altre parole, come evidenziato negli interventi sul palco sia dal segretario Capone che dalla direttrice Fichera, in 120 anni di racconto. Nel corso di una storia prolifica di commenti e suggerimenti, analisi e resoconti, emerge chiaramente la sintesi dell’intera vicenda editoriale e sociale: cultura e azione sindacale non viaggiano su binari paralleli, ma si alimentano a vicenda per dare senso alla tutela dei lavoratori e fondare sul valore identitario del lavoro la costruzione della comunità nazionale di domani.