Affinché il mondo abbia vita
Standing ovation per papa Leone all’Eliseo. “Stop agli armamenti e alla corsa al nucleare. La laicità non è escludere la religione”
Esteri - di Gloria Sabatini - 25 Settembre 2026 alle 15:09
Tutti in piedi e un interminabile applauso di due minuti ha accompagnato la fine dell’intervento pronunciato in francese da papa Leone XIV all’Eliseo nel corso del sua prima prima giornata di visita pastorale a Parigi. Visibilmente emozionato anche il ‘laicissimo’ Emmanuel Macron che ha applaudito fino alla fine ed è rimasto al fianco del Pontefice prima di prendergli le mani ringraziandolo per le sue parole. Dalle sofferenze dei popoli vittime dei conflitti allo stop agli armamenti nucleari, dalla difesa della vita al dialogo interconfessionale alla riflessione sul senso della laicità che “non è esclusione della religione dalla sfera pubblica” Un discorso denso e di forte impatto emotivo quello di papa Leone che ha proseguito la sua intensa giornata nella capitale francese con la visita alla sede dell’Unesco per poi spostarsi prima in papamobile nel quartiere latino e poi a piedi da Notre-Dame-Des-Champs alla cattedrale di Notre-Dame. In serata allo Stade de France per la veglia dei giovani, davanti a 80.000 persone. “Desidero assicurarvi, Signor Presidente, Signore e Signori, che la Francia è molto spesso al centro delle preghiere del Papa, che non dimentica le sue origini familiari normanne e bearnesi”, è l’incipit dell’intervento papale.
Il papa all’Eliseo: Non possiamo restare indifferenti di fronte alla sofferenza”
“Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza umana. Deve chiamarci a una conversione del cuore. Ridurre gli armamenti già esistenti, al bando le armi nucleari. Si sta diffondendo – ha detto il pontefice di fronte a Macron e al corpo diplomatico dell’Eliseo – la convinzione errata che rappresentino una garanzia di sicurezza. La pace si costruisce ogni giorno con dialogo e giustizia. Al fine di preservare società rispettose dei diritti dei popoli. Possa la Francia – ha aggiunto – tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante. Che la vostra libertà cresca nell’impegno per il bene comune”. Prevost ha esortato a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola ”inevitabile”. Poi un riferimento all’inno nazionale francese. “Questa costante attenzione alla dignità intrinseca di ogni persona umana trova eco nel vostro motto nazionale. Libertà, uguaglianza e fraternità non sono semplici parole incise sui frontoni dei vostri edifici pubblici. Ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano anche nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione”.
La laicità non è escludere la religione dalla sfera pubblica
“Una giusta laicità – ha chiarito Leone XIV – non consiste nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione. Ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro. E uniscano le loro forze al servizio del bene comune” Il cristiano coinvolto nella vita pubblica non può essere considerato un proselitista o una minaccia all’unità della patria£. Una lunga riflessione è dedicata alla tutela alla vita come fondamento di ogni diritto umano. “Ogni essere umano ha un valore e bisogna imparare ad accogliere la vita senza condizioni. A sostenere la fragilità con tenerezza. Ad accompagnare con rispetto e nella fiducia reciproca ogni tappa dell’esistenza, e a difendere con coraggio e compassione coloro che non hanno voce. O che non si sentono sufficientemente sostenuti. Per questo ribadisco con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano”.
Cultura e fede pilastri dell’armonia tra i popoli
“Constato inoltre con gioia – ha aggiunto il pontefice che questa stessa volontà di servire insieme ogni persona, indipendentemente dalla sua origine, ispira da secoli la cooperazione tra la Francia e la Chiesa cattolica al servizio dei cristiani d’Oriente. Si tratta di una testimonianza eloquente in cui cultura e fede si presentano come i pilastri che favoriscono l’armonia tra diversi popoli e religioni al servizio della pace e della mediazione tra gli uomini. Anche in questo ambito l’educazione costituisce una sfida particolarmente importante”. Leone ha espresso gratitudine “a tutte le persone impegnate in questo progetto che, sin dalla sua fondazione nel 2021, ha permesso di fornire sostegno a oltre duecentosessanta istituti scolastici in Medio Oriente, tra cui sette Università in Libano e l’Università di Betlemme”.