La festa della Disunità
Ucraina, la leader dei giovani Pd invita alla diserzione. Conte sorride, Schlein impallidisce. Chi è e cosa vuole Virginia Libero
“Mi sembra che abbia le idee un po’ confuse da grillina…”, commenta un giovane del Pd sui social. Giovane come Virginia Libero, 28 anni, di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, laureata in Giurisprudenza, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, eletta all’unanimità al congresso di Napoli nel novembre 2025 con la benedizione della Schlein: prima di fare politica aveva esercitato nel ruolo di cameriera, barista e parcheggiatrice durante eventi, esperienza che lei stessa ha raccontato come parte della propria formazione. Oggi, invece, sembra aver sposato un nuovo lavoro, per il quale sembra molto portata: sabotatrice, di Pd. Con messaggi pacifisti, pure troppo, sulla guerra in Ucraina, che fanno sorridere Conte e impallidire la sua segretaria Schlein.
Virginia Libero e il proclama sulla diserzione che spacca il Pd
“Organizzeremo i disertori”. Una frase che ancora oggi fa discutere, quella di Virginia Libero, leader dei Giovani Democratici, rimbalzata dal palco della Festa dell’Unità ai social e diventata un tema politico. Le posizioni espresse dalla 28enne accendono il dibattito per il messaggio che ruota soprattutto attorno al tema della guerra e della posizione dell’Italia in politica estera. In sostanza, uno degli argomenti centrali per il campo largo che – tra Pd e M5S – cerca una linea comune. “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori”, dice Libero nell’intervento. “Perché per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Significa che nessuno nel nostro paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza. Per arrivare a tutto questo, ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere. Io ho speranza perché so che Elly Schlein queste cose le crede davvero. E allora non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere il permesso. Al tuo fianco, Elena”, aveva detto rivolgendosi alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che di lì a poco l’avrebbe corretta: “L’Ucraina non si molla”. Ma allora, perché quella che dovrebbe essere la delfina di Elly si è lanciata in zona contiana? Sono in tanti a pensare che l’anima anti-Elly del Pd stia conquistando spazi e punti a una leadership forte in grado di competere col centrodestra in un campo meno largo ma più affollato. In nome della retorica pacifista che tanto piace a chi ha voglia di sentirsi buono, anche a costo di aiutare il bombardiere Putin e le sue mire belliciste. Non a caso, l’appello alla diserzione è stato subito salutato a Travaglio con l’enfasi che solo un contiano di ferro – quasi putiniano – poteva riservarle.
I commenti sui social sono ovviamente spaccati, tra favorevoli e contrari a quelle parole. “Questa ha capito poco e ha studiato meno. Stare dalla parte dell’ Ucraina significa stare dalla parte di quel gruppo di politici corrotti e con bande naziste Azov, armate dagli Usa e dalla UE. Stare dalla parte della Ucraina significa non stare dalla parte delle popolazioni russofone che non vogliono leggi naziste come quella sulla lingua…”.
Boldrini e i paci-finti applaudono
A favore di Libero si pronunciano diversi esponenti dem. “Il discorso di Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, alla Festa Nazionale dell’Unità di Reggio Emilia è stato chiaro, radicale e inequivocabile. Ha dato voce a generazioni di giovani che ripudiano la guerra e sono disposti a battersi per la pace”, dice la deputata Laura Boldrini. “Parole che danno speranza per il futuro in un mondo che invece purtroppo corre verso il riarmo, in cui le guerre sono tornate ad essere lo strumento per risolvere i contrasti tra i Paesi e il diritto internazionale viene calpestato. A giovani donne come Virginia dobbiamo dire grazie per il loro impegno e per la determinazione con cui guardano verso un futuro senza conflitti”, aggiunge.
Gori e Zampa criticano
Non mancano le posizioni critiche. “‘Organizzeremo i disertori’, scandisce la segretaria del Giovani Democratici. Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti – e che ogni 25 aprile giustamente celebriamo”, scrive Giorgio Gori. “Non è quello che ci chiede la Costituzione, che all’articolo 52 recita: ‘La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino'”, dice Giorgio Gori. “‘Organizzare i disertori’ è un concetto ripugnante. Rispetto gli obiettori da quando leggo e scrivo, stimo chi ha scelto la non violenza e mai prenderà in pugno un’arma, ma ringrazio con il cuore chi si è battuto per liberarci da nazifascisti. Tutti i popoli hanno stesso diritto”, fa eco Sandra Zampa.
Il giorno dopo è arrivato il dietro-front: “Diserzione? Non parlavo di Kiev…”. E di cosa, di Sassuolo-Juventus allora?