Parla l'ex ministro
Tremonti: «L’Europa mercatista è come un gatto in tangenziale». Dall’Islanda alle bustine monodose, l’affondo contro l’Ue
«Come un gatto in tangenziale». Giulio Tremonti descrive così l’Europa del “mercatismo”, quella che per anni ha indicato nella competitività e nel mercato la strada da seguire, moltiplicando nel frattempo regole e burocrazia.
Intervistato dal Sole 24 Ore, il presidente della commissione Esteri della Camera parte dal filmato del 2017 nel quale Mario Draghi celebrava la ripresa dell’Europa e il ritorno della competitività. Tremonti lo liquida così: «È stata tutta una finzione».
Tremonti: «Chi fa impresa ha davanti 400 chilometri di norme»
Per l’ex ministro dell’Economia del governo Berlusconi, l’errore nasce dall’impostazione «mercatista, integralista e fondamentalista» affermatasi in Europa. Una costruzione che ha prodotto un apparato normativo enorme: «Chi vuole fare impresa si trova davanti a una normativa europea estesa ormai per 400 chilometri».
Anche la parola d’ordine della competitività viene contestata. «La competitività non è un obiettivo», sostiene Tremonti. La parola chiave per l’economia, aggiunge, «è stata ed è ancora “libertà”». tremontifdi.pdf
Il caso Islanda e l’«integralismo giuridico europeo»
Tremonti cita l’Islanda per mostrare gli effetti di questa impostazione. Il Paese, ricorda, «è già nella Nato e nello spazio comune europeo» e poggia quindi sui pilastri essenziali della comunità europea.
Eppure il percorso verso l’Unione si è scontrato con l’obbligo di recepire una normativa che arriva a disciplinare «la pesca dei gamberi, dei salmoni vivi, dell’ippoglosso artico».
Per Tremonti, far fallire l’adesione dell’Islanda sarebbe stato «il tentativo di integralismo giuridico europeo, basato sulla convinzione che il mercato deve dominare su tutto il resto».
Le bustine monodose prima imposte e poi vietate
C’è poi il caso delle bustine monodose. Tremonti ricorda l’obbligo di dispensare zucchero, sale e ketchup e sottolinea il successivo paradosso: Bruxelles ha introdotto il divieto «delle bustine monodose che aveva imposto lei stessa anni fa».
Un esempio minuto, ma efficace per spiegare la sua accusa a un’Europa che accumula norme fino a dover intervenire sulle regole prodotte in precedenza. tremontifdi.pdf
«Con la guerra in Ucraina si sta formando l’Europa»
Sull’Ucraina, invece, il giudizio cambia. Per Tremonti il conflitto sta imprimendo all’Unione una trasformazione politica che anni di trattati non erano riusciti a produrre.
«In Europa dove per secoli si sono fatte guerre c’è una guerra che sta invece facendo l’Europa: la guerra in Ucraina», osserva. E la conseguenza è già visibile: «L’Europa si sta formando come entità politica».
Tremonti richiama anche la scelta europea di sostenere Kiev, che a suo giudizio realizza due punti centrali indicati nel Manifesto di Ventotene: «esercito comune e difesa comune».
I 90 miliardi a Kiev e la proposta italiana degli eurobond
Un altro passaggio riguarda il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina finanziato con debito comune europeo. Tremonti lo collega alla proposta italiana degli eurobond avanzata nel 2003.
«Le idee giuste possono camminare in salita, ma alla fine arrivano o si impongono», commenta.
Nel suo ragionamento, il debito comune è uno dei segnali di un’Europa che, spinta dagli eventi, sta entrando in una dimensione diversa da quella esclusivamente economica e normativa.
«Il tavolo del mondo deve avere almeno tre gambe»
Lo sguardo si allarga quindi agli equilibri mondiali. Tremonti ricorda un incontro del 2009 con Xi Jinping: «Mi disse che il tavolo del mondo deve avere almeno tre gambe: America, Europa e Cina».
L’Europa, però, continua a scontare i suoi limiti mentre Stati Uniti e Cina si confrontano su scala globale. A Bruxelles, osserva Tremonti, persistono «fenomeni de minimis, marginali» e il rischio di disperdere energie su questioni secondarie.
Mps-Intesa, Tremonti: «Conta il valore della stabilità»
Nell’intervista c’è infine un passaggio sul sistema bancario italiano e sul piano di Luigi Lovaglio per sottrarre Mps all’offerta di Intesa. Tremonti non giudica l’operazione e indica il punto che considera essenziale: «Il valore della stabilità».
Una lezione che lega agli anni delle crisi finanziarie. Nel 2006, ricorda, avvertì che l’America rischiava un nuovo 1929: «Poi è venuto il 2008».