Su Schengen e Spagna
Tajani: «Il pericolo jihadista è reale». Controlli alle frontiere e pugno duro sulla sicurezza
«La nostra priorità è la sicurezza interna», ha spiegato Tajani al Corriere motivando lo stop di Schengen alla Spagna esteso per altre due settimane
La proroga dei controlli alle frontiere nell’ambito di Schengen è «necessaria» per ragioni di sicurezza interna e per prevenire il terrorismo, mentre il pericolo jihadista «non va sottovalutato». Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera, escludendo che la decisione sia legata ai rapporti politici con il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez.
Tajani: «La priorità è la sicurezza interna»
«La nostra priorità è la sicurezza interna», ha spiegato Tajani, ricordando che la misura è stata adottata dopo un esame della situazione da parte del Comitato di analisi strategica antiterrorismo e precisando che si tratta di una decisione «provvisoria e non contro qualcuno».
Il ministro ha riferito che nell’ultimo mese sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alle frontiere marittime e aeroportuali, otto dei quali nei confronti di cittadini marocchini, e che sei persone sono state arrestate. Tajani ha comunque sottolineato che l’immigrazione irregolare in Italia è diminuita di oltre il 60 per cento.
«Il pericolo jihadista non va sottovalutato»
La scelta di mantenere i controlli, dunque, viene ricondotta dal vicepremier alla necessità di prevenire le minacce alla sicurezza nazionale e, in particolare, quella terroristica. Una linea che Tajani separa nettamente dalle relazioni politiche con Madrid e con il governo Sanchez.
L’affondo sull’Europa: basta «lacci e lacciuoli»
Sul piano europeo, il leader di Forza Italia ha affermato che Roma non crede a un’Europa «dei lacci e lacciuoli» e ha criticato alcune politiche comunitarie in materia di industria, agricoltura e pesca, giudicandole eccessivamente condizionate da un’impostazione ideologica legata al cambiamento climatico.
Tajani ha tuttavia respinto l’idea che l’Unione europea sia destinata a perdere centralità e ha sostenuto la necessità di rafforzarne la leadership politica e istituzionale.
Le riforme dell’Ue: difesa comune, meno unanimità e mercato unico
Tra le riforme indicate dal ministro figurano la coincidenza delle presidenze della Commissione e del Consiglio, una limitazione del voto all’unanimità e il completamento del mercato unico dei capitali e dell’energia, dell’unione bancaria e dell’armonizzazione fiscale.
Secondo Tajani, l’Ue deve inoltre dotarsi di «una sua difesa e una politica estera incisiva» per diventare un attore globale più forte.
A New York l’accordo con gli Usa sui minerali critici
Il ministro ha confermato che sarà presente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ha annunciato che il 21 settembre firmerà a New York con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio un accordo sui minerali critici.
Sul rapporto tra la premier Giorgia Meloni e il presidente statunitense Donald Trump, Tajani ha affermato che l’intesa resta «storica e fondamentale» per la politica estera italiana, pur ribadendo che Roma non intende rinunciare alla propria autonomia.
Extraprofitti, il no di Forza Italia: «Non spaventare i mercati»
Sul fronte interno, il vicepremier ha infine confermato la contrarietà di Forza Italia a una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, proponendo invece un accordo con le imprese per ottenere un contributo destinato ad attenuare il peso della crisi energetica senza «spaventare i mercati».