Un enigma lungo secoli
Tra arte e scienza, “Alopecia e Bellezza nella Gioconda”: il libro di Laino getta una nuova luce sul capolavoro di Leonardo
Un saggio avvincente e originale tra arte e scienza medica sulla Gioconda, che restituisce uno sguardo inedito del capolavoro di Leonardo. È l’ultima fatica di Luigi Laino, affermato dermatologo con oltre 20 anni di clinica, dal titolo “Alopecia e Bellezza nella Gioconda: L’Enigma dermatologico che cinque secoli di sguardi non videro“. Un breve saggio che si legge tutto d’un fiato e che ha già conquistato le vette dei bestseller di Amazon per vendite.
Alopecia e Bellezza nella Gioconda, il libro del dermatologo Luigi Laino
Al centro del lavoro – dedicato alle pazienti – un nuovo mistero nel volto più celebre della storia. Nessuno prima di oggi aveva messo in luce che l’enigmatica Monna Lisa, scandagliata per secoli, non ha sopracciglia e non ha ciglia. Non le porta rade, non le ha sottratte alla moda del suo tempo. Semplicemente, non le ha. Laino fa accomodare metaforicamente la Gioconda nel suo studio come una sua paziente e legge quel volto per ciò che è. Monna Lisa – questa la tesi innovativa che contraddice le teorie precedenti – era affetta da Alopecia areata universalis, la forma più grave e rara. Si tratta di un documento clinico straordinario, invisibile a generazioni di studiosi.
L’enigmatica Monna Lisa era affetta da Alopecia areata universalis
Con un lavoro rigoroso, suffragato da studi accurati e ‘prove’, il volume mette alla prova l’originale tesi diagnostica in contrasto con altre teorie che hanno attraversato i secoli. Dalle più antiche a quelle più recenti. Leonardo era un iper-realista – spiega Laino in un video sui suoi profili Facebook – dipinge quello che vede. L’autore si prefigge dunque di risolvere un antico enigma dermatologico. La sua è un’idea originale coltivata da tempo, anche mettendo a confronto le altre donne importanti di Leonardo. Interroga la testimonianza di Vasari, ricostruisce l’obiezione del restauro, e arriva alla sua scoperta “rivoluzionaria”. Ma la vera scoperta non è la diagnosi, ma una nuova idea di bellezza che si affaccia rispetto ai cliché globalizzati. La domanda diventa: cosa accade alla bellezza quando si toglie tutto ciò che credevamo la sostenesse? E se la Gioconda fosse bellissima nonostante, ma proprio grazie a ciò che le manca? Nel libro di intrecciano medicina, storia e arte con una scoperta di fondo destinata a introdurre nuove suggestioni nel classicismo dell’arte.