Le nuove direttive
Testimoni di Geova, svolta sulle trasfusioni di sangue: cade il divieto dopo le accuse di “strage silenziosa”
Arriva una svolta “dogmatica” tra i Testimoni di Geova, che modificano la propria posizione sull’impiego del sangue nelle cure mediche dopo anni di polemiche e di accuse di ambienti medici sulla “strage silenziosa” che secondo alcuni si sarebbe consumata a causa dei paletti religiosi. Per la prima volta, secondo quanto riferito da La Stampa, i membri della confessione religiosa potranno donare e ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine. Resta esclusa la possibilità di ricevere sangue intero che non appartenga al paziente.
La novità è contenuta nel provvedimento intitolato 2026 Governing body update #6, presentato come il sesto aggiornamento dell’anno pubblicato dal corpo direttivo dell’organizzazione. Il contenuto è stato diffuso anche attraverso un video disponibile in diverse lingue, con indicazioni rivolte ai fedeli di tutto il mondo.
I Testimoni di Geova e le accuse di non aiutare le cure mediche
Una revisione di casi pubblicati tra il 1970 e il 1993 individuò 50 decessi tra Testimoni di Geova con anemia grave che non avevano ricevuto trasfusioni; in 23 casi la morte venne attribuita principalmente all’anemia. Quasi tutti questi ultimi avevano emoglobina ≤5 g/dL. Una revisione britannica sull’ostetricia ha invece identificato 15 morti materne per emorragia tra il 1967 e il 2019 in donne che rifiutavano emoderivati per motivi religiosi. Gli studi citati nella stessa revisione stimavano, in quello specifico contesto ostetrico, un rischio di mortalità materna 44-160 volte superiore. Ed ancora: una review medica del 2016 riporta una stima di circa 1.000 Testimoni di Geova all’anno morti a causa del rifiuto delle trasfusioni. È però una stima citata in letteratura, non un dato epidemiologico globale verificato, quindi non la presenterei come un numero accertato. Infine, uno studio multicentrico del 2026 su 131 Testimoni di Geova con emorragia gastrointestinale che rifiutavano trasfusioni non ha riscontrato una differenza statisticamente significativa nella mortalità a 30 giorni rispetto a 131 controlli, grazie anche a strategie di gestione senza sangue.
Numeri che al momento costituiscono solo ipotesi scientifiche e non atti di accusa formali, anche perché le stime sono incerte e non ben verificate.
I Testimoni di Geova sono un movimento religioso cristiano nato negli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento, sviluppatosi inizialmente attorno agli studi biblici di Charles Taze Russell. Oggi sono presenti in moltissimi Paesi, compresa l’Italia.
Si considerano cristiani, ma le loro dottrine differiscono significativamente da quelle cattoliche, ortodosse e della maggior parte delle Chiese protestanti. In particolare, non accettano la dottrina della Trinità: considerano Geova l’unico Dio onnipotente, Gesù Cristo suo Figlio ma non Dio onnipotente, e lo Spirito Santo la forza attiva di Dio, non una persona divina. ono sostituirà i governi umani. La loro organizzazione internazionale è diretta da un Corpo Direttivo e le comunità locali si riuniscono nelle cosiddette Sale del Regno.
Un’altra differenza importante riguarda l’aldilà: non credono nell’inferno di fuoco né nell’immortalità naturale dell’anima. Insegnano invece la resurrezione dei morti e distinguono tra 144.000 persone destinate alla vita celeste con Cristo e una «grande folla» che potrà vivere eternamente sulla Terra trasformata in paradiso.
La svolta è a metà: decisione affidata al singolo
Nel messaggio di quache giorni fa, tra i Testimoni di Geovam viene ribadito che la vita e il sangue sono considerati sacri. Allo stesso tempo, il documento riconosce che i progressi della medicina hanno sollevato nuove domande sull’uso del sangue durante gli interventi chirurgici e nel percorso di cura. Su questo punto, l’indicazione non stabilisce più un divieto generale per le componenti ematiche elencate.
Ogni cristiano, si legge nel provvedimento, dovrà quindi valutare autonomamente se accettare o meno queste pratiche in ambito chirurgico e per le cure mediche. La possibilità riguarda sia la ricezione sia la donazione di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, mentre il sangue intero altrui continua a essere escluso.
Il riferimento biblico
La nuova impostazione viene motivata anche attraverso un riferimento al Nuovo Testamento, in particolare alla Lettera di San Paolo ai Galati. Il passaggio citato è quello secondo cui ciascuno porterà il proprio fardello: un principio utilizzato per sostenere che, su una scelta personale legata alle cure, ogni fedele possa assumersi la responsabilità della propria decisione.
Il divieto delle trasfusioni era da tempo uno degli aspetti più controversi della dottrina dei Testimoni di Geova. La regola aveva infatti inciso sull’accesso a importanti trattamenti medici e chirurgici. L’aggiornamento interviene su questo punto, lasciando ai singoli la valutazione sull’utilizzo di alcune componenti del sangue, senza eliminare ogni distinzione prevista dall’organizzazione.