Ora la demolizione
Sgombero a via Tallone, gli occupanti ci riprovano. Il prefetto Giannini avverte: “Lo Stato non arretra di un passo”
Dopo lo sgombero, grazie a una maxi operazione, lo stabile occupato abusivamente di via Cesare Tallone a Roma, nel quartiere di Tor Sapienza, verrà presidiato giorno e notte per evitare colpi di coda. E procedere ai passaggi ulteriori per restituire la legalità. Dalla bonifica alla messa in sicurezza fino alla demolizione dell’edificio, sede di spaccio, violenza, bivacchi e aggressioni. Lo ha chiarito il prefetto della Capitale Lamberto Giannini dopo la notizia del tentativo di una nuova occupazione dopo il blitz. Tentativo che ha reso necessario un secondo intervento della Polizia per allontanare le persone entrate nell’edificio. “Chi pensa di poter vanificare, con protervia e tracotanza, il lavoro delle istituzioni, tornando a occupare abusivamente un immobile a poche ore dall’intervento delle Forze di Polizia, deve sapere che lo Stato non arretra. Non lo fa in via Tallone, così come in nessun’altra area della Capitale nella quale si renda necessario riaffermare il rispetto della legge”.
Via Tallone, dopo il blitz e lo sgomberano tentano di rioccupare
Al contrario – continua Giannini di fronte al tentativo di rioccupazione del fabbricato – proseguiremo con ancora maggiore determinazione nell’azione di ripristino della legalità. “Perché l’ostinazione di chi viola le regole non può e non deve prevalere sull’impegno delle Istituzioni. E sul diritto dei cittadini di vivere in condizioni di sicurezza e serenità”. Così il Prefetto di Roma che ha annunciato nuovi interventi degli agenti che proseguiranno nei prossimi giorni. Controlli a tappeto per “allontanare ulteriori intrusi” davanti al palazzo del crack, più volte sgomberato e rioccupato nel tempo.
Il prefetto Giannini: lo Stato non arretra per ripristinare la legalità
“Il lavoro che stiamo portando avanti nella Capitale non può essere misurato soltanto attraverso singoli interventi. Ma deve essere valutato nella sua continuità e nella capacità di produrre risultati permanenti. Ogni operazione – spiega il prefetto di Roma – rappresenta un ulteriore passo in un percorso già avviato. E che intendiamo proseguire con fermezza, attraverso l’azione coordinata della Prefettura, delle Forze di Polizia e di tutte le Istituzioni competenti. Non arretreremo di un passo e continueremo ad avanzare per riaffermare legalità e valori di giustizia in ogni quadrante della nostra città”. Durante il primo intervento per lo sgombero del palazzo di Tor Sapienza sono state identificate 25 persone, effettuati due arresti per spaccio e sequestrati stupefacenti, una pistola e sei scooter risultati rubati.
FdI: ora va demolito, Gualtieri non ha più scuse
Grande la soddisfazione di Fratelli d’Italia, che da tempo aveva denunciato le gravissime condizioni dell’immobile occupato e dato voce all’allarme dei romani. Anche la premier Giorgia Meloni ha commentato in mattinata il successo dell’operazione per il ripristino della legalità e la sicurezza dei cittadini. “Adesso occorre impedire che l’immobile torni a essere occupato e procedere rapidamente verso la sua definitiva demolizione e la riqualificazione della zona”, si legge in una nota di Marco Perissa, Daniele Rinaldi e il gruppo capitolino di FdI. “È ora – aggiungono – che tutti i soggetti competenti, a partire dalla proprietà e soprattutto dal Sindaco Gualtieri e da Roma Capitale, si assumano le loro responsabilità senza ulteriori scuse e ritardi”.