La mail all'azienda
Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione dopo le polemiche: «Non può impantanarsi in discussioni così piccole»
Intanto il sindacato Unirai chiede conto a Ranucci sul curriculum di Giulia Innocenzi, che come scoperto dal Secolo d'Italia non figura nell'elenco degli iscritti all'ordine dei giornalisti, né professionisti, né pubblicisti, consultabile online
Giulia Presutti rinuncia alla co-conduzione di Report. La giornalista indicata come prossimo volto, insieme da Daniele Piervincenzi, della trasmissione di inchiesta del servizio pubblico ha comunicato ai vertici della Rai la intenzione di fare un passo indietro. Lo ha fatto nella serata di ieri al direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini attraverso una email.
Bersaglio di attacchi professionali e personali
Nei giorni scorsi la giornalista, classe 1990 era stata bersaglio continuo di attacchi e accuse, sia sul fronte professionale, sia su quello personale. C’è chi l’aveva giudicata immeritevole, inesperta, inadeguata, ingrata. Non solo: la sua vita personale privata aveva iniziato a fare capolino nelle dichiarazioni di alcuni colleghi e capi, in modo spesso indiretto e allusivo. Così dopo essere stata scelta e indicata dall’azienda per cui lavora ed è entrata dopo aver vinto un concorso pubblico e dopo aver fronteggiato per giorni le critiche del “tribunale morale” di chi non solo pensa di avere il potere di sentenziare sugli altri, mostrando un ego più grande dell’estensione di Roma durante l’impero di Augusto, ha scelto di rinunciare.
Nessuna polemica ma rispetto, quello non riservato a lei
Ha preferito mettere da parte ambizioni personali e declinare una opportunità professionale “nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità”. Un no pronunciato senza polemica, nel rispetto di una trasmissione in cui ha lavorato. Lo stesso rispetto che non è di certo stato riservato a lei.
Unirai, ‘Innocenzi non giornalista, chiarire eventuale esercizio abusivo della professione’
Intanto la notizia data dal Secolo d’Italia sull’assenza del nome di Giulia Innocenzi dagli albi pubblici e consultabile dell’ordine dei giornalisti e dunque la domanda sull’iscrizione o meno all’ordine dei giornalisti dell’inviata di Report” entra nel dibattito interno della Rai. Prima del passo indietro di Presutti e dopo le notizie sulla giornalista scelta alla conduzione di Report dal quotidiano Il Domani, il sindacato Unirai-Figec era “intervenuto per stigmatizzare le parole offensive rivolte da Ranucci, che è vicedirettore e quindi un dirigente, alla collega, sua collaboratrice e, quindi, soggetto debole” invitandolo a “controllare i curricula di tutti i suoi collaboratori, che ha scelto personalmente per Report. Non risulta, infatti, che Giulia Innocenzi sia iscritta all’albo dei giornalisti nell’elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti. Essere giornalista professionista è per esempio condizione indispensabile per partecipare ai concorsi Rai e per essere assunti. Come mai Ranucci ha affidato a una collega non professionista importanti inchieste? Come mai l’ha qualificata come giornalista sui siti e social Rai della sua trasmissione, quando non è iscritta all’Albo? Come mai Ranucci ha consentito che Giulia Innocenzi firmasse inchieste senza averne idoneità professionale e quindi responsabilità deontologiche? L’Ordine dei giornalisti non ritiene che sia questo un esercizio abusivo della professione?”, chiede Unirai.