Scoppia il caso
Protestano contro il caro gasolio, ma sono indagati per la frode sul gasolio agricolo: il paradosso di Crotone
Protestano contro il caro gasolio. Un problema reale per le imprese agricole, sul quale il governo è già intervenuto sia confermando per il 2026 le agevolazioni sul carburante agricolo, sia introducendo un credito d’imposta contro i rincari. A Crotone, però, la mobilitazione incrocia una vicenda quantomeno singolare. Come riportato da Agricolae, alla protesta erano presenti camion riconducibili alla famiglia Pizzimenti. Quattro componenti della stessa famiglia – Filippo Pizzimenti, classe 1954, Giuseppe Pizzimenti, Giovanni Pizzimenti e Filippo Pizzimenti, classe 2001 – figurano tra gli indagati nella maxi inchiesta che riguarda il presunto utilizzo illecito di gasolio agricolo agevolato.
L’indagine coinvolge complessivamente 29 persone e ha portato a un sequestro preventivo, anche per equivalente, di oltre 8,1 milioni di euro.
Non “tutti gli agricoltori”
C’è poi un problema di proporzioni. La mobilitazione calabrese non rappresenta indistintamente l’intero comparto agricolo, ma è stata promossa da un gruppo preciso di sigle, tra cui Movimento popolare nazionale, Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli-Cittadini italiani.
Secondo l’Ansa, alla protesta hanno partecipato circa duemila persone in tutta la Calabria, con circa 400 manifestanti al presidio di Passovecchio, nel Crotonese. Una mobilitazione, dunque, circoscritta rispetto alle dimensioni dell’agricoltura regionale e che non può essere automaticamente sovrapposta alla posizione dell’intera categoria.
Le “false serre” e il gasolio ceduto in nero
A rendere ancora più curioso il caso crotonese è il contenuto dell’inchiesta. Stando alla ricostruzione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane, il sistema avrebbe permesso ad alcune aziende di ottenere carburante ad accisa e Iva agevolate presentando all’Arcea documentazione falsa su attività agricole ad alto consumo, comprese serre che secondo gli investigatori sarebbero risultate fittizie.
Il prodotto energetico così acquistato sarebbe poi stato destinato in nero a soggetti che non avevano diritto all’agevolazione, tra cui autotrasportatori e imprese di movimento terra. A copertura delle operazioni sarebbero state emesse fatture per prestazioni inesistenti. Le indagini hanno individuato ramificazioni non soltanto in Calabria, ma anche in Veneto e in Germania.
Per tutti gli interessati vale naturalmente la presunzione di innocenza: le contestazioni dovranno essere accertate definitivamente nelle sedi giudiziarie.
Sul gasolio agricolo gli aiuti ci sono già
E proprio sul terreno scelto per la protesta, quello del carburante, il quadro delle misure è più articolato di quanto possa apparire. Per il 2026 è stata confermata l’agevolazione fiscale sul gasolio agricolo. Alla protezione strutturale si è aggiunto, dopo l’impennata dei prezzi provocata dalle crisi internazionali, un credito d’imposta fino al 20% per gli acquisti effettuati dalle imprese agricole nei mesi di marzo, aprile e maggio: partito con una dotazione di 30 milioni, è stato successivamente rifinanziato con altri 60 milioni, per un totale di 90 milioni di euro.
A settembre il Masaf ha inoltre attivato oltre 136 milioni contro il rincaro dei fertilizzanti, tra fondi della Riserva agricola europea e risorse nazionali, destinati a più di 547mila agricoltori. Non solo. Il ministro Francesco Lollobrigida in trasferta a Bruxelles ha detto: «L’Italia è stata la nazione che ha salvato la politica agricola comune evitando i tagli, riuscendo a fare una trattativa che è diventata un punto di riferimento europeo e che ci ha permesso di ottenere nove miliardi che ci erano stati tolti e un miliardo in più per la prossima politica agricola comune». Perché la Pac «non serve solo a garantire la produzione, serve a garantire che gli agricoltori restino come custodi al loro posto e tagliare i fondi sarebbe stato minare questo sistema».