Missione compiuta
Pnrr, trasmessa la richiesta di pagamento della decima e ultima rata. Dagli ospedali alle scuole: ecco gli interventi
La rata vale 28,4 miliardi e un terzo del totale degli obiettivi delle altre nove rate. Foti: “Dall'Italia un nuovo modello italiano di governance che ha fatto scuola in Europa”
Oltre 6.000 posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva; oltre 153.000 nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia; circa 4.000 chilometri di linee ferroviarie potenziate; più di 270 Centri per l’impiego potenziati. E ancora un vastissimo numero di interventi per la digitalizzazione e la formazione dei cittadini; progetti per l’inclusione sociale e per la lotta alla povertà; interventi per la messa in sicurezza delle aree sismiche. Sono solo alcuni degli interventi resi possibili dalla realizzazione dei 156 obiettivi della decima e ultima rata del Pnrr, per la quale il governo ha trasmesso la richiesta di pagamento alla Commissione Ue.
Missione compiuta: chiesto il pagamento della decima rata del Pnrr
La rata vale 28,4 miliardi e un terzo del totale degli obiettivi delle altre nove rate. Soprattutto, come ha spiegato il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, con la richiesta di pagamento “si avvia alla positiva conclusione un percorso di riforme e investimenti straordinariamente virtuoso, che ha visto il governo Meloni e l’intero Sistema-Paese impegnati in una delle più importanti operazioni di trasformazione e modernizzazione di sempre”.
Foti: “Un lavoro che non ha precedenti nella storia della Repubblica”
Si tratta, ha proseguito Foti, di “un lavoro che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sia per la dimensione che per la complessità degli interventi in tempi di attuazione contingentati” e che è stato accompagnato da uno specifico e puntale lavoro del governo, “in costruttiva collaborazione con la Commissione Ue”, per mantenere il Pnrr sempre allineato a “un contesto geoeconomico in costante evoluzione e alle esigenze reali dei territori, dei cittadini e delle imprese”.
I 156 obiettivi e il valore di 28,4 miliardi
La richiesta di pagamento della decima rata arriva dopo la Cabina di regia Pnrr del 23 settembre, presieduta dallo stesso ministro Foti, che ha preso atto del conseguimento degli ultimi 156 obiettivi, di cui 113 target e 43 milestone, relativi a riforme e investimenti strategici per la crescita economica e lo sviluppo della Nazione.
Il modello italiano di governance che “ha fatto scuola in Europa”
“Con l’ultima richiesta di pagamento, il conseguimento dei 576 obiettivi complessivi del Piano e gli interventi attuati con gli strumenti finanziari, corrispondenti a circa il 12,5% dell’intera dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro – ha spiegato Foti – consegniamo alla Nazione concreti miglioramenti strutturali in sanità, infrastrutture, transizione ecologica e digitale, istruzione, cultura, occupazione e inclusione sociale, ma anche un nuovo modello italiano di governance orientato al conseguimento del risultato finale che ha fatto scuola in Europa”.
Gli interventi nella sanità
Una nota del ministero riepiloga anche alcuni degli interventi realizzati con questa tranche, che danno la misura di come il Pnrr si tramuti concretamente in servizi, infrastrutture, ammodernamento, opportunità per l’Italia e gli italiani. Grazie agli investimenti è stata possibile l’attivazione, tra l’altro, di 1.270 Case di Comunità e 327 Ospedali di Comunità, di oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva e di circa 3.200 grandi apparecchiature sanitarie, l’alimentazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico di oltre il 99% dei documenti clinici digitali e l’assistenza di oltre 566.000 persone tramite la telemedicina.
Dai posti negli asili nido agli alloggi universitari
Sono stati creati oltre 153.000 nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, realizzate o riqualificate più di 1.100 mense e 360 palestre, demolite e ricostruite 176 scuole e messi in sicurezza 1.600 plessi scolastici, sono stati superati i 40.000 nuovi studenti iscritti agli Its e assicurati oltre 60.000 nuovi posti letto negli alloggi universitari, di cui 30.000 saranno realizzati attraverso lo strumento finanziario.
La digitalizzazione della Pa e non solo
L’83% delle scuole e dei Comuni ha rinnovato siti e servizi digitali, oltre 2,5 milioni di cittadini hanno partecipato a percorsi di formazione digitale, 284 PA centrali e oltre 12.000 istituzioni pubbliche sono migrate verso infrastrutture cloud sicure, circa 3 milioni di numeri civici sono stati digitalizzati, circa 20.000 sedi scolastiche e strutture sanitarie sono state connesse alla fibra ultraveloce e 23.000 chilometri quadrati di territorio sono stati coperti dal 5G.
I programmi per l’inclusione lavorativa e sociale
Oltre 882.000 persone hanno partecipato ai percorsi del programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), sono stati potenziati più di 270 Centri per l’impiego, circa 3.200 persone con disabilità hanno intrapreso percorsi di autonomia e oltre 12.000 persone senza dimora hanno beneficiato di interventi di accoglienza e contrasto alla povertà.
Ciclovie, ferrovie e borghi
Infine, sono state potenziate oltre 1.500 farmacie rurali ed è stato finanziato l’efficientamento energetico di circa 2.000 edifici di edilizia residenziale pubblica. Ed ancora, sono stati realizzati circa 1.700 km di ciclovie, potenziati circa 4.000 km di linee ferroviarie e riqualificate 73 stazioni, immatricolati oltre 3.200 autobus a emissioni zero. Sono stati resi accessibili 674 siti culturali, valorizzati 4.200 beni, riqualificati 21 borghi, realizzati circa 3.300 interventi nei piccoli borghi e circa 730 interventi per la sicurezza sismica e la tutela delle opere d’arte nei luoghi di culto.
Le riforme per la competitività
Ai numerosi investimenti si aggiungono diverse riforme destinate a produrre effetti strutturali e duraturi sulla competitività e sull’efficienza dell’Italia che riguardano diversi ambiti strategici: dalla concorrenza alle semplificazioni, dagli incentivi alle imprese alla riforma del sistema degli appalti pubblici, dall’istruzione alla ricerca, dalla giustizia alla Pubblica Amministrazione, con la riduzione dei tempi medi di pagamento del comparto pubblico, con l’efficientamento del sistema giustizia e con la riduzione dell’arretrato e tempi dei procedimenti penali e civili.
Fine del Pnrr, non dei suoi effetti
“Con la decima e ultima rata – ha concluso Foti – si completa il percorso del Piano, ma non si esaurisce la sua eredità. Le opere realizzate, le riforme completate e le trasformazioni avviate, unitamente agli strumenti finanziari introdotti, continueranno a produrre effetti positivi negli anni a venire. La sfida, ora, è consolidare questi risultati, assicurare la piena operatività degli interventi e valorizzare ogni investimento realizzato, affinché il Pnrr possa tradursi in una crescita duratura, in una maggiore competitività e in servizi migliori per cittadini, famiglie e imprese”.
Come per le precedenti richieste di pagamento, l’erogazione delle risorse avverrà a seguito dell’iter di valutazione previsto dalle procedure europee, finalizzato a verificare il conseguimento dei 156 obiettivi della decima e ultima rata del Pnrr dell’Italia. La rata dovrebbe essere liquidata entro fine anno, ma, rispondendo ai giornalisti a margine di un evento, il ministro ha spiegato che, considerata la portata della rata, la Commissione potrebbe prendersi anche un mese in più, perché “è evidente che il lavoro di controllo sarà molto più significativo”.