A "Dritto e Rovescio"
Burqa, una donna musulmana confessa: “Se lo tolgo, morte…”. Montaruli: “Pronta a pagarle l’assistenza legale” (video)
“Se tolgo il velo? Morte”. Lascia senza parole la testimonianza a “Dritto e Rovescio” su Rete4 di una donna musulmana residente a Torino e avvicinata dalla troupe di Paolo Del Debbio, sempre sensibile sul tema sul quale ha chiamato a confrontarsi come al solito esponenti di diverso orientamento. Mentre è partita in tutta Italia la campagna di Fratelli d’Italia “Nesuna resti nascosta” a tutela delle donne contro l’integralismo islamico, i talk-show approfondiscono il tema legato allo stop del burqa nelle scuole e nei luoghi pubblici. “A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi”, aveva detto la premier Meloni alla platea dei giovani di Fenix”. In trasmisisone colpisce nel profondo la reazione della signora dal volto coperto che risponde alla giornalista: “Se tolgo il velo mio marito mi mena”.
Una donna islamica a Rete4: “Se tolgo il velo? Morte…”
Il servizio non rimane senza una conseguenza nel dibattito pubblico. Interviene sul punto la vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, dando tutto il supporto possibile alla signora interpellata nel servizio: “Faccio un appello alla donna musulmana di Torino che, nella puntata di Dritto e rovescio, ha confessato di temere la violenza del marito nel caso dovesse togliersi il burqa. L’Italia è al fianco di tutte le donne che subiscono atti inauditi ed incompatibili per la nostra civiltà come quella di essere costretti a nascondersi sotto un mantello per non subire ripercussioni fisiche. Se non “la morte”, per usare le parole della signora intervistata”.
Il sostegno di Augusta Montaruli
Di qui il sostegno pronto e assoluto: “La legge consente il patrocinio legale a prescindere dal reddito alla donna che subisce una violenza grave come la segregazione. Se anche dovesse esserci un dubbio sull’applicazione della norma, sono disponibile a sostenerne i costi, purché una donna esca da una situazione inaccettabile di costrizione così gravecome quella di travisarsi, essere costretta a coprirsi totalmente pur di sottostare al volere di un’altra persona, secondo la legge della forza prepotente. Per lei – spiega Montaruli – e per tutte coloro che vivono quella condizione, a maggior ragione bisogna sostenere il provvedimento Meloni contro l’uso del burqa nelle scuole. Insegnare alle ragazze che nessuna fede può umiliare e violare la dignità personale come la copertura totale del corpo non è solo necessario per ragioni di sicurezza, ma per garantire un’integrazione libera da qualunque tipo di sottomissione”.
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