Interviste e buoni propositi
Primarie del campo largo, la saga infinita: Tridico (M5S) dice sì, Decaro nì. E tutti citano il programma che non c’è
Mente nei cinema il film sull’Odissea narra la storia di Ulisse e Itaca, un’altra saga, decisamente meno eroica e storica ma altrettanto ricca di colpi di scena ogni giorno viene raccontata da media e giornali: le primarie del campo largo.Nuove interniste e dichiarazioni campeggiano oggi sulle pagine dei quotidiani e dei siti e rivelano una situazione che con il passare dei giorni e delle settimane sembra essere sempre più delineata: il movimento cinque stelle vorrebbe le primarie, forse nella convinzione che questo sia l’unico modo per offrire a Giuseppe Conte la possibilità di avere una possibilità di concorrere per Palazzo Chigi, contando sulle divisioni interne del principale partito di opposizione e dunque il Pd che sulla scelta di puntare unicamente sulla Schlein sembra convinto ma non troppo. E poi c’è il Pd, che ha capito il Conte pensiero e ancor di più è consapevole delle divisioni interne e ogni giorni prova a mandare la palla in tribuna nella speranza di spostare il dibattito dalla premiership al “programma”, che non c’è.
Tridico, i gazebo e i caminetti accesi
“Programma”: parola che continua a essere al centro del dibattito ma che non c’è, nemmeno dopo quattro anni di opposizione.
Così oggi dalle pagine del Fatto Quotidiano interviene Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento al Parlamento europeo. L’ex presidente Inps dell’era dei governi multicolore di Giuseppe Conte non ha dubbi sulle primarie che non sono un problema ma la soluzione: “Stimoleranno la partecipazione, come è avvenuto per il referendum della giustizia”.
Credo che i nostri elettori, ma anche quelli del Pd, rispetteranno l’esito delle primarie dopo essere stati coinvolti, mentre potrebbero esserci problemi se il candidato venisse scelto a tavolino dai partiti. Non è più il tempo dei caminetti”, citazione quanto mai vera visto il torrido caldo estivo. Eppure nella logica pentastellata la richiesta di primarie ha un fine chiaro, a giudicare dalle parole di Tridico, perché “Tutti i sondaggi dicono che Conte avrebbe più possibilità di battere la premier, ma tutto questo va valorizzato con le primarie, a beneficio della coalizione”.
Il programma non c’è ma non si vede
Altro tasto dolente è il programma, a partire dalle divisioni totali sulla politica estera con “In Europa i dem fanno parte della maggioranza che sostiene Ursula von der Leyen, mentre noi siamo all’opposizione” e sui temi della divesa anche se Tridico non se ne fa certo un cruccio “Penso che ormai anche tanti elettori del Pd vogliano una strategia pacifista sull’Ucraina. E lo dico con la massima vicinanza alle sofferenze del popolo ucraino. Detto questo, anche Pd e Avs vogliono la fine della guerra. Confido che si troverà un compromesso”.
Decaro dice nì ma vuole il programma
Intanto dalla Festa dell’Unità Antonio De Caro, uno dei governatori di punta del Partito democratico, fa capire di aver ben altra visione e di pensarla diversamente dai compagni di coalizioni ex grillini. A suo avviso piuttosto che fare le primarie sarebbe meglio trovare un accordo per evitare divisioni. Poi “Se questo non ci dovesse essere allora si potranno fare le primarie che sono nel dna del Pd. Ma prima dobbiamo pensare al programma”.
Alla prossima puntata…