Nel giorno del suo compleanno
Papa Leone cancella i tagli di Bergoglio: i cardinali tornano ad avere lo stipendio pieno
Il Pontefice ha abrogato il Motu Proprio emanato dal suo predecessore durante il Covid
I cardinali tornano ad avere uno stipendio pieno: nel giorno del suo compleanno, Papa Leone ha abrogato i tagli che erano stati disposti da Bergoglio con un Motu Proprio del 2021, scaturito dalla crisi economica legata al Covid. “A decorrere dal 1° settembre 2026, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Un futuro sostenibile, del 23 marzo 2021, è abrogata, facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all’art. 5, che rimane definitivamente acquisita”, ha stabilito Leone nel documento reso noto nella ricorrenza del suo 71esimo compleanno.
Papa Leone revoca i tagli di stipendio decisi da Bergoglio
La decurtazione dello stipendio riguardava porporati, capi e segretari dei Dicasteri, chierici o religiosi. Nel dettaglio si attestava al 10% per i cardinali di Curia, all’8% per i dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e altri enti collegati inquadrati nei livelli retributivi dei capi e dei segretari dei Dicasteri, al 3% per dipendenti chierici o religiosi. Inoltre, le disposizioni di Bergoglio avevano previsto il blocco degli scatti biennali per tutto il personale in servizio, tranne che per il personale laico con gli stipendi più bassi.
Il richiamo a mantenere la sostenibilità economica
Leone XIV, a sua volta con una Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, dunque con un documento che ha valore di legge, ha riportato gli stipendi alla loro forma piena, pur – come precisato nel testo – non prevendendo il rimborso degli arretrati. Il Pontefice nella sua Lettera Apostolica ha ricordato che i tagli furono necessari “anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia” e ha sottolineato che “quelle misure possono ora essere superate, nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica”.